DerbyDerbyDerby Calcio Italiano Fabregas parla del suo futuro: “Dieci anni al Como poi un'esperienza in Premier”
Calcio Italiano

Fabregas parla del suo futuro: “Dieci anni al Como poi un'esperienza in Premier”

Federico Iezzi
Fabregas ha raccontato dei suoi inizi come tecnico e di quali siano i suoi ruoli nel club di Serie A.

Cesc Fabregas, allenatore del Como, squadra rivelazione della Serie A, ha concesso una lunga intervista al giornale inglese Daily Telegraph. Tanti i temi toccati: il futuro della sua carriera, le sue idee calcistiche, il suo lavoro a Como, i suoi inizi come allenatore.

Fabregas e il futuro: “Potrei rimanere dieci anni a Como”

Preferisce godersi il momento senza pensare troppo a cosa succederà, Fabregas: “Godiamoci il momento, quello che stiamo vivendo qui è molto bello. Il calcio è imprevedibile, cambia in un secondo. Un giorno sei il migliore, quello dopo sei il peggiore. Potrei rimanere altri 10 anni al Como e poi andare in Premier League”.

Il tecnico spagnolo ha anche raccontato come lavora a Como e quali sono i suoi ruoli all'interno del club: “Qui prendo tutte le decisioni calcistiche. Il ds è ogni giorno al mio fianco e vediamo il calcio nello stesso modo. Per gli acquisti lavoriamo coi dati, abbiamo i nostri osservatori, ma, alla fine, devono essere dei giocatori di cui sono convinto”. Non fa solamente l'allenatore l'ex Arsenal e Barcellona: “Ho disegnato io la palestra, con gli architetti. Ho disegnato il vetro di fronte, una cosa imparata da Wenger. La palestra deve guardare il campo. Ho fatto allargare il campo, perché ne abbiamo bisogno volendo fare tanto possesso”.

Clicca sull'immagine qui sotto per scoprire tutto il palinsesto live di Bet365

Il calcio che piace al pubblico e i suoi inizi come allenatore

Nell'intervista ha anche espresso la sua idea di gioco, il calcio che gli piace, quello che fa divertire il pubblico: “Alleno nel modo che sento giusto. Ma se dovessi allenare solo per il risultato non lo farei. Lo faccio per passione. Certo, devi adattarti ai giocatori, ma alla fine hai le tue convinzioni: ho il mio credo”.

Per poi raccontare quando e come ha deciso di diventare allenatore: nel periodo buio della pandemia da Covid-19. “In quel periodo ho deciso di diventare allenatore. Il campionato francese era fermo da quattro mesi .Non fosse stato per il Covid non avrei preso la decisione di prendere il patentino UEFA. Quando sono arrivato al Como, ormai, ero certo di essere alla fine della carriera. Un giorno, dopo una partita, mi resi conto che avevo giocato male e che non mi divertivo mai. Poi un pomeriggio, un giovedi, ho cominciato con la Primavera”.