derbyderbyderby calcio italiano Giroud confessa: “Mi manca il Milan, ho passato tre anni bellissimi nel club“
Amore rossonero

Giroud confessa: “Mi manca il Milan, ho passato tre anni bellissimi nel club“

Federico Iezzi
Federico Iezzi Collaboratore 
Il centravanti ha speso belle parole per il Milan, mai dimenticato e sempre ricordato per i bei momenti
00:20 min

Giroudha nostalgia del Milan. 39 anni, ma ancora in forma e attivo, Olivier Giroud, ex anche del Chelsea, gioca oggi al Lille. Ha rilasciato alcune dichiarazioni al sito MilanNews e ha parlato dei suoi anni passati con la società rossonera, ma anche dell'attuale e complesso momento dell'attacco dei rossoneri: un reparto in decisa crisi realizzativa.

Giroud e la nostalgia del Milan

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Il francese, infatti, ha rivelato di sentire la mancanza del Milane di essere ancora in contatto con molti suoi ex compagni. “Ho tanta nostalgia del Milan. La passione che c'era per il calcio, San Siro e l'amore dei tifosi, lo Scudetto vinto. Mi manca questo club dove ho passato tre anni fantastici. Sono anche rimasto in contatto con diversi compagni e con alcuni dello staff". Ha anche una speranza: “Spero che ritornino in Champions League". 

L'ex Arsenalha anche detto che i momenti cui è più legato, di quei tre anni, sono alcune reti segnate. In particolare le due nel derby contro l'Inter, quando nacque il coro apposta per lui: “La doppietta contro l’Inter, perché lì è nato il coro ‘si è girato Giroud’. Il gol più bello, però, forse è stato quello contro lo Spezia a San Siro all’ultimo minuto, quando mi sono tolto la maglia. Fu davvero speciale. Qualche giorno fa li ho rivisti tutti, i gol segnati con la maglia rossonera, e mi sono emozionato".

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In difesa degli attaccanti rossoneri

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Giroud poi ha voluto spendere qualche parola anche sulla attuale situazione della squadra. Ovviamente, si è soffermato sul problema degli attaccanti, che segnano poco e che deludono. Secondo Giroud, però, è sbagliato dare sempre e solo la colpa al giocatore: “Questa è una stagione in cui c'è tanta pressione. Non è facile per i numeri 9 segnare tanti gol, però penso sia fondamentale avere alle spalle una squadra che fa la differenza. Un attaccante non può fare tutto da solo. Sarebbe troppo facile dare sempre la colpa a loro".