derbyderbyderby calcio estero Rittman sull’ex-arbitro e dirigente: “Accadono tante cose e nessuno parla. Non ci sentiamo a nostro agio”
Calcio femminile

Rittman sull’ex-arbitro e dirigente: “Accadono tante cose e nessuno parla. Non ci sentiamo a nostro agio”

Gianmarco Inguscio
Gianmarco Inguscio Collaboratore 
La rabbia della calciatrice dopo la sentenza sull'ex-dirigente ed ex-direttore di gara
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Nelle scorse settimane, il calcio femminile è stato protagonista di una pagina di storia molto triste. Infatti, un ex funzionario del club austriaco Altach ha installato diverse telecamere di nascosto sia nello spogliatoio sia nelle docce della calciatrici. L'uomo avrebbe registrato segretamente materiale audiovisivo di circa 30 donne. Un evento che ha sconvolto tutto il mondo del calcio, maschile e femminile, senza alcuna distinzione di genere.

Tuttavia, la sentenza del tribunale regionale di Feldkirch ha stabilito che l'uomo dovrà scontare sette mesi di detenzione (con sospensione della pena) e una multa pari a 1.200 euro. Inoltre, l'ex funzionario dovrà versare 625 euro alle calciatrici vittime del reato. Proprio in merito a questa decisione, la calciatrice Eleni Rittmann, ha espresso le sue sensazioni in un'intervista rilasciata a l'Equipe.

Eleni Rittmann, in merito alla sentenza del tribunale

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La giocatrice svizzera Eleni Rittmann, commenta così la decisione del tribunale regionale di Feldkirch: "La sentenza permette al funzionario di muoversi liberamente. Deve solo pagare una multa, ma questo non basta. Sembra quasi come se nulla fosse successo. Non è possibile che accadano queste cose e nessuno abbia il coraggio di raccontare gli avvenimenti. Nel Calcio femminile succede spesso e noi non ci sentiamo più tutelate per questi motivi".

Inoltre, aggiunge: "Tutti dicono alle vittime di tacere perché ne danneggia l'immagine, ma non mi interessa perché io voglio parlare a nome delle vittime e di tutte le donne. Ho giocato con tante ragazze e confermo che molte di loro hanno paura e non si sentono più a loro agio negli spogliatoio o nei bagnipubblici".

"Di conseguenza, hanno l'abitudine di guardarsi intorno per verificare la presenza o meno di una telecamera nascosta come accaduto negli spogliatoi dell'Altach", conclude la calciatrice svizzera Eleni Rittmann.