derbyderbyderby calcio estero Caos Manchester City: arriva l’accusa per non aver condannato l’attentato alla sinagoga

LA QUERELLE

Caos Manchester City: arriva l’accusa per non aver condannato l’attentato alla sinagoga

Caos Manchester City: arriva l’accusa per non aver condannato l’attentato alla sinagoga - immagine 1
Nella missiva si accusa la società e il tecnico Guardiola di non aver preso una posizione decisa contro l'attentato alla sinagoga di Manchester lo scorso 2 ottobre 2025, a differenza del Manchester United.
Alessia Bartiromo
Alessia Bartiromo

Il Manchester City è nel caos. Come riporta oggi il Daily Mail, il club inglese è finito sotto ai riflettori dopo una missiva ufficiale inviata dal Consiglio Rappresentativo Ebraico della Grande Manchester e della Regione, nella quale si accusa la società e il tecnico Guardiola di non aver preso una posizione decisa contro l'attentato alla sinagoga di Manchester lo scorso 2 ottobre 2025, a differenza dell'altra squadra cittadina, il Manchester United. 

La lettera di accusa al Manchester City

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Un caso molto spinoso sta investendo il Manchester City, per una questione assolutamente seria ed extra calcistica. Come riporta il Daily Mail, la lettera del Consiglio Rappresentativo Ebraico è stata infatti inviata al club, reo insieme al tecnico Guardiola, di non essersi esposti in cordoglio delle vittime dell'attentato alla sinagoga di Manchester lo scorso 2 ottobre, con un riferimento altresì al presidente della città di Manchester, Khaldoon Al Mubarak."In un momento in cui la nostra comunità è in lutto e abbiamo ricevuto solidarietà da molte delle istituzioni più importanti di Manchester, non avete offerto assolutamente alcun sostegno. Ciò è anche in netto contrasto con il Manchester United Football Club, che ha spinto per un minuto di silenzio, cosa che il City non avrebbe fatto se il Brentford non ne avesse già avuto uno in programma, come segno di rispetto per qualcuno legato al loro club", tuona il Consiglio.

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Le dichiarazioni di Guardiola prese in esame

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Sotto accusa anche Pep Guardiola, nel suo ruolo di allenatore e personaggi di spicco nel panorama calcistico europeo. "Non ha pronunciato una parola di solidarietà o sostegno, il che significa che crediamo fermamente che semplicemente non gli importi che gli ebrei britannici siano stati uccisi a pochi chilometri dallo stadio Etihad", rincarando la dose con un commento ancor più generalizzato. "Inoltre, è solito fare generalizzazioni e commenti offensivi e radicali sul conflitto in Medio Oriente che non solo sono inaccurati ma mettono in pericolo la vita degli ebrei britannici a Manchester, compresi coloro che sostengono la sua squadra di calcio", termina la missiva.