Se dovessimo guardare alla mappa della Coppa d'Africa 2026 attraverso i certificati di nascita dei suoi protagonisti, scopriremmo un paradosso affascinante: il "paese" che fornisce più talenti al torneo non si trova nel continente africano, ma nel cuore dell'Europa. È l'Île-de-France, la regione di Parigi. I dati emersi dall'ultima edizione del torneo, in corso in Marocco, fotografano una realtà ormai ineludibile: la banlieue parigina è diventata il più grande serbatoio di talenti del calcio africano.
COPPA D'AFRICA
Coppa d’Africa, ci sono più convocati nati in Francia che in qualsiasi altro Paese
Stanno all'ultimo studio di Calcio e Finanza, i calciatori nati nella regione parigina e convocati per questa Coppa d'Africa superano le 30 unità. Un numero impressionante che, se isolato, supera la quota di giocatori autoctoni presenti nelle rose di molte delle nazionali partecipanti. In pratica, se la regione parigina fosse una nazione iscritta al torneo, avrebbe una rosa più profonda e competitiva di molti stati sovrani africani.
Parigi batte le capitali della Coppa d'Africa
—Il dato più eclatante non è solo numerico, ma comparativo. In questa edizione 2026, il numero di calciatori nati all'ombra della Tour Eiffel e cresciuti sui campi di cemento del lungo Senna è superiore al numero di giocatori nati in loco di diverse nazionali in gara. Ci sono squadre, specialmente tra le selezioni del Nord e dell'Ovest Africa (come Algeria, Senegal, Mali e RD Congo), dove l'ossatura tecnica è formata prevalentemente da ragazzi cresciuti nel sistema calcistico francese.

Questo fenomeno segna un'inversione di tendenza storica rispetto al secolo scorso. Un tempo l'Europa "saccheggiava" i talenti grezzi nati in Africa per portarli nei propri campionati, oggi invece assistiamo al contrario: l'Europa, e la Francia in particolare, forma i giocatori nelle sue accademie d'élite (come l'INF Clairefontaine o i vivai dei club di Ligue 1), che poi scelgono di rappresentare il paese d'origine dei propri genitori o nonni.
Perché proprio Parigi?
—L'Île-de-France è, calcisticamente parlando, un unicum mondiale. La concentrazione di talento in questa specifica area geografica non ha eguali: il calcio di strada si fonde con una struttura formativa federale d'eccellenza. Per le federazioni africane, attingere a questo bacino è diventata una strategia vitale: permette di avere atleti tatticamente preparati e fisicamente pronti, senza i costi e le difficoltà di sviluppare interi settori giovanili in patria, dove le infrastrutture spesso latitano.
Tuttavia, questo dominio "parigino" apre anche una riflessione agrodolce sul futuro del calcio africano. Mentre il livello tecnico del torneo si alza grazie a questi "bi-nazionali", resta il dubbio su quanto le federazioni stiano investendo realmente nello sviluppo dei talenti locali. La Coppa d'Africa 2026 ci dice che il cuore pulsante del calcio continentale batte forte, ma per molti dei suoi protagonisti, quel battito ha iniziato a suonare per la prima volta in un ospedale di Parigi.
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