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Spagna, l’isola felice: il segreto della stabilità della Liga secondo il CIES

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Quello spagnolo è il campionato con le rose più stabili e meno rivoluzionate: l'Athletic Club modello d'identità, in netto contrasto con il turnover di club come Betis ed Elche.
Samuele Dello Monaco
Samuele Dello Monaco

In un calcio globale sempre più frenetico, dove le rose vengono rivoluzionate a ogni sessione di mercato, la Spagna si erge a bastione della continuità. Secondo l'ultimo rapporto pubblicato dal CIES Football Observatory, la Liga conferma la sua posizione come la competizione più stabile del pianeta, un dato che premia la pianificazione a lungo termine dei club spagnoli rispetto alla volatilità degli altri grandi campionati europei.

Il primato della continuità della Liga

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L'analisi del CIES misura la stabilità dei club calcolando la media dei mesi di permanenza dei giocatori nella prima squadra. È un indicatore cruciale, che riflette non solo la salute economica delle società, ma anche la coesione dello spogliatoio e un'identità sportiva definita. In questo scenario, LaLiga domina la classifica globale, distanziando nettamente Premier League e Serie A, dove il "turnover" dei calciatori è diventato ormai la norma.

L'Athletic Club e il "modello identitario"

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A guidare questa classifica virtuosa è, senza troppe sorprese, l'Athletic Club. Il club basco viene citato nel rapporto come il "modello assoluto di continuità". La sua filosofia unica, basata esclusivamente su giocatori baschi o cresciuti nella cantera, obbliga (e permette) alla società di mantenere blocchi di giocatori esperti per lunghissimi periodi, con una media di 52,5 mesi.

Spagna, l’isola felice: il segreto della stabilità della Liga secondo il CIES- immagine 2

Questo si traduce in una regolarità di rendimento che, stagione dopo stagione, permette ai "Leoni" di competere ad alti livelli nonostante le limitazioni del mercato. Dati interessanti arrivano anche dalle big: il Barcellona, nonostante le turbolenze economiche degli ultimi anni, registra una media di permanenza di 33,5 mesi. Un dato che riflette un processo di rinnovamento intenso, ma che non ha intaccato lo zoccolo duro della rosa, garantendo quella coerenza necessaria per rimanere ai vertici.

Il confronto con l'Europa

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Il rapporto sottolinea come diversi club spagnoli superino per stabilità colossi europei storicamente solidi. Le cifre sono eloquenti: mentre giganti come il Bayern Monaco (45,6 mesi), il Liverpool (44,4) o il Lipsia (42,4) rappresentano l'élite della continuità all'estero, molte società di media classifica in Spagna riescono a tenere il passo o addirittura a fare meglio. Questo rafforza la tesi che il modello di pianificazione spagnolo sia strutturalmente diverso: meno acquisti compulsivi, più fiducia nel gruppo storico. Tuttavia, non mancano le eccezioni che confermano la regola. In fondo alla classifica della stabilità troviamo il Real Betis (16,8 mesi), l'Elche (15,8) e il Levante (14,6).

Spagna, l’isola felice: il segreto della stabilità della Liga secondo il CIES- immagine 3

Secondo il CIES, questi dati bassi sono figli di contesti specifici: processi di ricostruzione tecnica obbligati, cambi di rotta dirigenziali o le conseguenze di recenti promozioni e retrocessioni che hanno costretto a rivoluzionare gli organici.

Il valore differenziale della Liga

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La conclusione è chiara: in un'industria calcistica segnata dall'impazienza e dai cambiamenti costanti, la Liga ha fatto della pazienza il suo valore differenziale. Scommettere su blocchi stabili e progetti a lungo termine non è solo una necessità economica, ma una strategia vincente che rende il campionato spagnolo il più "solido" al mondo in questo inizio di 2026.