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Neanche nelle sere europee l'Inter di Chivu riesce a invertire il trend degli scontri diretti. La Champions era l'occasione giusta per rimettersi in carreggiata dopo la sconfitta amara nel derby milanese. Tuttavia, se possibile, il match contro l'Atletico è stato ancora più difficile da digerire rispetto alla partita contro il Milan. Nessun punto guadagnato nella casa del Cholo, al termine di una partita che profuma davvero di beffa per i tifosi interisti. Come la più classica finalizzazione dei centrali uruguagi, la rete decisiva è arrivata di testa da piazzato al 93esimo. Giménez, sempre più bandiera del club biancorosso, condanna il tecnico romeno alla seconda sconfitta di fila e lo pone davanti a riflessioni pesanti sulla propria fase offensiva.
I nerazzurri hanno giocato una buona partita nella sfida di Champions, così come contro il Milan. La squadra del tecnico ex Parma ha approcciato il match sfidando i colchoneros sul loro terreno: i ritmi alti. Subito sono arrivate due occasioni con Dimarco su punizione e su un visionario filtrante di Bastoni. L'inter era disposta con il classico 352 ma a sorprendere sono state alcune scelte: Akanji centrale, Carlos Augusto ancora adattato a dx, Zielinski e non Sucic e Bonny al fianco di Lautaro. Queste decisioni sono state validate dalle prestazioni dei singoli durante la partita, ad eccezione di Augusto, grave complice sul primo gol dell'Atleti. I nerazzurri hanno giocato un primo tempo intenso, forti in riaggressione e decisi nella pressione (Akanji ha guidato bene la difesa con anticipi e interventi risoluti). Nonostante ciò, i problemi difensivi di Chivu continuano ad esistere con la difesa a zona sui calci piazzati, come è risultato evidente nel 2-1 madridista.
Le certezze iniziano a vacillare quando la squadra nerazzurra si trova sulla trequarti avversaria. Pareggiando numericamente la fase difensiva a 5 del Cholo, Chivu costruisce con un rombo dietro e in avanti sposta una mezzala sulla linea delle due punte (quasi sempre Barella prima dell'uscita di Calhanoglu), mantenendo l'ampiezza con i suoi due esterni. Augusto spesso nel primo tempo si trovava da solo, ma non è stato quasi mai cercato e servito.
Lo sviluppo del gioco è passato indiscutibilmente dalla qualità di Bastoni, impeccabile nel gioco diretto verso le punte. Tuttavia, i due centravanti si sono cercati e trovati poco. Lautaro ha creato spazi interessanti coi suoi movimenti, ma con la palla ha faticato ad associarsi a Bonny e ai centrocampisti, mancando completamente nella parte di finalizzazione. Il francese invece ha disputato una buona partita, legittimando la scelta di Chivu. Con l'assist per Zielinski, al termine di una buona triangolazione, l'ex Parma conferma le sue ottime doti di lavoratore spalle alla porta e gestore di palloni complicati.
Il gol è arrivato infatti nel secondo tempo, dopo un forcing iniziale che ha costretto l'Atleti nella sua metà campo. Prima della rete, una grandissima traversa di Barella su lancio preciso di Bastoni. Dopodiché, anche coi cambi (Thuram, Pio, L. Henrique e Sucic), l'Inter ha faticato a trovare delle idee per rifinire e degli uomini per finalizzare. Gli xG prodotti sono stati 1.36, meritevoli comunque di qualcosa in più di un solo gol.
L'Atletico Madrid risorge da una partita che in diversi momenti della partita gli è sfuggita di mano. Partito con un modulo che prevedeva il solo Julian Alvarez come attaccante, il Cholo ha disputato una partita abbastanza altalenante. Un primo tempo spuntato in attacco, escludendo il gol dell'argentino. La fantasia di Baena è stata fortemente limitata anche dal sistema di gioco. Bisogna riferire però, che la rete nasce dalla grande pressione degli uomini biancorossi sulla palla gestita (male) dagli interisti. Un break di Molina (ex Udinese) ha rotto gli indugi portando poi al cross di Simeone Jr sulla cui carambola poi si è avventato il bomber dell'albiceleste.
Qualcosa offensivamente è migliorato con i cambi, l'ingresso del redivivo Griezmann ha portato qualità e un aumento corposo della quantità di occasioni pericolose e situazioni interessanti. Il francese ha poi servito l'assist decisivo dalla zolla del calcio d'angolo, facendo ancora la differenza a 34 anni suonati.
Difensivamente l'Atletico non fa più paura come una volta. Gli inserimenti (non capitalizzati) continui di Barella e Augusto sono stati una spina nel fianco per i colchoneros, inabili alla copertura su tagli e lanci filtranti. La traversa del centrocampista italiano nasce proprio da un suo inserimento nello spazio libero fra Hancko e Ruggeri. Lo stesso gol di Zielinski deriva da un'incapacità generale di controllare ed evitare che questi tagli da dietro siano così dannosi per la retroguardia difensiva.
Il gol di Giménez non è un delitto, la squadra ha prodotto comunque 0.99 di xG e Sommer ha tenuto particolarmente a farsi perdonare qualcosa date le ultime prestazioni in nerazzurro.
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