derbyderbyderby calcio italiano Oliveira ESCLUSIVA: “Io come Vinicius, segnavo e andavo dai razzisti in curva. Fiorentina-Pisa, è derby!”

IL RACCONTO

Oliveira ESCLUSIVA: “Io come Vinicius, segnavo e andavo dai razzisti in curva. Fiorentina-Pisa, è derby!”

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L'attaccante ha sofferto diversi casi di razzismo in campo e dalle tifoserie. Come ha raccontato ai nostri microfoni, Oliveira ha vissuto episodi che oggi, a distanza di decenni, fanno ancora male.
Felipe Cereser

Stella del calcio italiano negli anni '90 con le maglie del Cagliari e della Fiorentina, l'ex calciatore brasiliano Luis Oliveira ha parlato in esclusiva a DerbyDerbyDerby.it. Trent'anni dopo il suo arrivo a Firenze nel 1996, il ricordo dei cori della tifoseria viola gli fa ancora venire i brividi. In tutti gli anni come atleta in Italia, però, Lulù non ha avuto solo momenti belli: l'attaccante ha sofferto diversi casi di razzismo in campo e dalle tifoserie. Come ha raccontato ai nostri microfoni, Oliveira ha vissuto episodi che oggi, a distanza di decenni, fanno ancora male.

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Oliveira ed il rapporto con il razzismo

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Sono passati 30 anni, tante cose sono cambiate ma purtroppo ce ne sono altre che continuano a accadere, non solo nel calcio ma nella società. Parlo di razzismo, Oliveira. Lei ne ha sofferto molto quando giocava in Italia?

"Siamo nel 2026 e ancora parliamo di razzismo. Credo che parte dei razzisti nel calcio cerchino di intimorire i calciatori o di farsi vedere. Dal mio punto di vista, sono tutti imbecilli. Cosa c'entra il colore della pelle? Non c'entra niente. Io sono felicissimo di essere come sono. Ma nella mente delle persone cattive non funziona così. Cosa facevo io? Facevo il gol e andavo sotto la curva per dire: "Guarda, lo scimmione, quello che mangia le banane, ha fatto il gol contro di voi". Ci ne sono tanti calciatori imbecilli, sono passati tanti anni e non cambierà mai. Io non credo che ci sia una soluzione, perché la soluzione si trova dentro ognuno di noi. Ma nella vita c'è sempre qualcuno che vuole farsi vedere e allora si ricomincia da capo".

Questi casi, quando giocavi, succedevano più nelle partite in trasferta?

"Quei cori "uuu" dalla tifoseria succedevano spesso in quel periodo, appena prendevo il pallone. Poteva essere una cosa che rappresentava paura, ma chi è che fa "uuu"? È la scimmia, e allora era un segno per dire che stava giocando una scimmia in campo. E quando mi tiravano le banane ovviamente era perché io sono nero, quindi era chiaro il razzismo. Ma a me queste cose entravano da un orecchio e uscivano dall'altro, perché se dovevo litigare con qualcuno, avrei alimentato ancora di più quello che loro volevano".

Da brasiliano ed ex calciatore, vorrei un Suo commento sul caso più recente di razzismo da parte del centrocampista argentino Gianluca Prestianni e della tifoseria del Benfica contro Vinicius Júnior del Real Madrid, martedì scorso nella partita di Champions a Lisbona.

"Quando stai perdendo la partita e hai la mente calda, è normale accumulare tensione. Ancora di più se non riesci a esprimere tutto il tuo potenziale e senti i tifosi dire cose sul colore della tua pelle. In quel momento, quello che ha fatto Vinicius è uno sfogo. Andare sotto la curva dopo aver segnato è un modo per liberare quella tensione. Penso che la FIFA e le entità responsabili debbano continuare a portare avanti punizioni contro squadre e calciatori. Non sarà un cambiamento facile, perché siamo noi, come pubblico in generale, a dover cambiare questa mentalità. Su Vinicius in particolare, non so perché tutte le tifoserie in Spagna ce l’abbiano con lui. Forse perché si motiva da solo, prova i suoi dribbling, sorride dopo le giocate… e questo, a volte, non piace né ai calciatori né ai tifosi. Ma questo non giustifica nulla. Può anche essere una strategia per innervosire un giocatore, ma non è assolutamente accettabile".

Serie A

"Fiorentina-Pisa è un derby, la Viola si salverà tranquillamente"

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Durante quasi un'ora, Lulù ha parlato con piacere di alcuni ricordi. Anche se non ha mai giocato una partita contro il Pisa con la Fiorentina – a causa delle categorie diverse delle due squadre – non ha dimenticato la rivalità che si sentiva a Firenze nei confronti dei pisani. Per il campione della Supercoppa Italiana nel 1996, la partita di lunedì 23 febbraio è fondamentale per la Viola, che, secondo lui, non andrà in Serie B.

Lunedì 23 febbraio, la Fiorentina affronta il Pisa all'Artemio Franchi. Forse non si tratta di un derby a livello calcistico, perché nella storia parliamo di squadre molto diverse, ma c'è quella rivalità regionale, anche nei rapporti tra i cittadini fiorentini e pisani. Come valuta l'importanza di questa partita in questo momento del campionato per la Viola?

"Io ricordo ancora l’anno in cui l’Empoli vinse la Serie B e salì in Serie A. Dovevamo affrontarli nelle prime giornate di campionato e noi, pur avendo grandi calciatori, perdemmo in casa contro di loro. Lei dice che non è un derby ma io credo che Fiorentina-Pisa sia sempre un derby. È un momento importante per la Fiorentina e contro il Pisa la squadra non può permettersi errori. Anche se è arrivata la vittoria contro il Como, il Lecce ha battuto il Cagliari e quindi la Viola è ancora terzultima in classifica"

"Dal mio punto di vista, però, la Fiorentina si salverà tranquillamente quest’anno, anche se dovrà affrontare grandi difficoltà. Questa stagione servirà da lezione, perché una squadra con calciatori davvero importanti non dovrebbe trovarsi in questa situazione. Non so cosa sia successo: solo chi lavora all’interno del club conosce i veri motivi di una delusione così grande".