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IL CAPITANO

Inter, il paradosso di Lautaro Martinez: sempre sopra i 20 gol a stagione ma è costantemente criticato

Lautaro Martinez
Il numero 10 dell'Inter negli ultimi anni ha sempre segnato e vinto tantissimo: ma come mai aleggia sempre questo alone di incertezza intorno a lui?
Pietro Rusconi
Pietro Rusconi Redattore 

Lautaro Martinez, 1 gol e 1 assist nell'ultimo match contro il Bologna. 10 reti in Serie A e 4 in Champions League. Capitano e leader dell'Inter. Due campionati, tre supercoppe e due coppe italia. Il 10 non si discute. O forse si. L'argentino è dal 2019-20 che va in doppia cifra e dal 2021-22 sopra i 20 gol in campionato a eccezione della stagione scorsa. Ma perché è sempre discusso fra i tifosi interisti e non? Invidia delle altre squadre? O rimpianti di cessione?

Le caratteristiche tecniche dell'argentino

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Arrivato per essere l'erede di Mauro Icardi, Lautaro ha addirittura superato l'attuale punta del Galatasaray. Nella sua vita interista ha passato tanti ruoli e tanti compagni. Un giocatore amato da dirigenza e allenatori proprio per la sua immensa capacità di associarsi con varie tipologie di giocatori. Lukaku, Thuram, Pio Esposito, Bonny, Arnautovic, Sanchez... ognuno con caratteristiche diverse e ognuno ha brillato a suo modo con il toro a fianco. Il calciatore argentino infatti è da sempre abituato a giocare a in coppia davanti e le sue caratteristiche tecniche gli permettono di giocare bene con tutto il resto della squadra. Seconda punta o prima punta, in base alle esigenze spaziali del compagno di reparto.

Lautaro negli anni ha sviluppato un gioco totale. L'argentino può fare di tutto: dai passaggi lunghi, ai tiri di collo, ai tackle duri fino a vincere tanti duelli aerei pur non essendo proprio altissimo. Le sue statistiche avanzate lo proiettano chiaramente in quasi tutti i 90esimi percentili di ogni voce registrata. In aggiunta, le cosiddette intangibles. Caratteristiche non valutabili con una metrica quantitativa, non tangibili come la cosiddetta garra, aumentata col ruolo ormai definito di capitano. Difensivamente è sempre prezioso: dal pressing forsennato sul portiere avversario alla rincorsa sistematica dei giocatori, chiudendo l'azione anche sulla linea difensiva.

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Dunque, Lautaro Martinez è un giocatore associativo ma anche un abilissimo finalizzatore. Ha buone doti di passaggio partendo da centrocampo e di rifinitura ma è estremamente aggressivo nel recupero palla o nell'attaccare lo spazio. Tatticamente si intende subito con le richieste dell'allenatore e fatta eccezione per un caso ancora non risolto con Conte, non è praticamente mai soggetto alla polemica.

Il caso di Lautaro Martinez

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Lautaro Martinez ha segnato 167 gol in 359 match totali con la maglia nerazzurra. Escluso il primo anno dove spesso è partito dalla panchina, è sempre andato oltre la doppia cifra. Anche in Champions League ha prodotto dei buoni numeri: 25 reti in 63 partite. Allora come mai c'è ancora questo astio per l'ormai 28enne star della Serie A? Lautaro sembra essere sempre sottovalutato nei discorsi sui migliori giocatori della A. Sistematicamente c'è qualche giovane pronto a rubargli quelle luci di cui lui non ha mai goduto quando era ancora un talento.

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Il fatto di aver ereditato la pesante storia di Icardi ha sicuramente influito nel tifo interista. Lautaro segna ma non ha il killer istinct dell'ex bomber e con l'aggravante che le squadre attorno a lui sono sempre risultate molto più forti di quelle di Maurito. Inoltre nel pubblico mainstream c'è sempre una certa tendenza a considerare il poco apporto del nazionale argentino nei big match. Le doppiette contro le medio-piccole non bastano ai tifosi di A per ergerlo a fuoriclasse. Tuttavia, il peccato più grande è forse rintracciabile nell'aver partecipato poco nelle due finali di Champions perse. La mancanza di leadership tecnica in questi match è forse la macchia più grossa della carriera del Toro. Ci si è sempre aspettato di più da un calciatore che finali importanti comunque ne ha giocate e vinte. Lautaro ha subito un piccolo stop realizzativo lo scorso anno per via di una modalità differente di affrontare il proprio ruolo di punta. Quest'anno con Chivu sta tornando sui grandi livelli di sempre, continuando a segnare, continuando a sciogliere o rimpinguare i dubbi dei suo tanti detrattori/tifosi.