derbyderbyderby editoriali Bodø/Glimt-Inter, freddo freddissimo: meglio tornare qualche chilometro più a sud

CHAMPIONS LEAGUE

Bodø/Glimt-Inter, freddo freddissimo: meglio tornare qualche chilometro più a sud

Inter
Testa e cuore a San Siro, per il ritorno con i norvegesi. Impensabile credere che l'Inter possa arrendersi al Bodø/Glimt, quantomeno senza provarci
Samuele Dello Monaco
Samuele Dello Monaco

Al sorteggio avevamo parlato dello scontro infernale con Mourinho o il gelido Bodø/Glimt. Pensieri contrastanti, meglio questo meglio quello. L'unica cosa certa è che l'Inter sarebbe partita favorita in entrambi i casi. Pescato il Bodø/Glimt, si parte per la trasferta più a nord della storia della Champions League, non di certo quella più difficile. I temi alla vigilia sono tanti: neve, freddo, campo sintetico e piccolo. Poi si aggiunge anche la possibilità che la partita non si giochi per delle pieghe create al manto sintetico dalle ruspe che hanno rimosso la neve. Sembra così surreale, tutto così diverso da quello che siamo abituati. E anche l'Inter dimostra di non essere abituata ad una trasferta più rustica che prestigiosa. Perlomeno nel secondo tempo, visto che nella prima frazione la prestazione nerazzurra è più che sufficiente.

La sensazione è che, dopo un buon approccio, il serbatoio delle energie fosse vuoto. Che abbia inciso lo stress o comunque una partita carica di tensione come quella di sabato con la Juventus. Nel secondo tempo, tanti errori in fase di possesso permettono alla squadra norvegese di giocare negli spazi stretti, esaltando le proprie qualità. Ed ecco che non una, non due, ma ben tre volte, all'Aspmyra Stadion di Bodø parte una canzone, ogni qual volta la squadra segna. Chissà che stanotte, nel volo di rientro, qualche giocatore nerazzurro non se la sogni. Ritorno a Milano, da dove arriva l'unica grande notizia per i nerazzurri: il Milan pareggia con il Como, andando a -7 dalla vetta. Sperando che capitan Lautaro non si sia fatto male seriamente.

Come si diverte questo Bodø, l'Inter cala alla lunga

—  

Il primo tempo parte con la classica fase interlocutoria: le due squadre si studiano, attendono il momento giusto per verticalizzare. L'Inter non sembra voler tenere troppo il pallone, o perlomeno non gli è concesso di farlo. Al 20' il Bodø/Glimt recupera palla e verticalizza verso il limite dell'area: Hogh serve con il tacco Fet, che davanti a Sommer non può sbagliare. Il Bodø/Glimt si abbassa ma concede molto poco. Darmian con un cross pesca Carlos Augusto in area, che vince un duello aereo e trova in maniera abbastanza fortuita Pio Esposito. Il centravanti nerazzurro ha l'istinto da grande attaccante e di prima intenzione gira il pallone verso la porta. Al riposo si va con il risultato in perfetta parità, il risultato più giusto visti numeri e statistiche.

Nel secondo tempo, a parte un tentativo di Lautaro che si stampa sul palo, l'Inter non si rende mai pericolosa. Quantomeno nella metà campo avversaria, visto che nella propria è piuttosto pericolosa: due errori in fase di costruzione, il Bodø/Glimt verticalizza con qualità e rapidità devastanti. Prima Hauge davanti a Sommer, poi Hogh a porta vuota, firmano il 3-1 finale. I nerazzurri appaiono bloccati e senza idee. Il campo sintetico è certamente un fattore, così come l'atmosfera: non può essere un caso che in Norvegia siano già state fermate Manchester City, Tottenham e Borussia Dortmund. Ma non può giustificare uno scarto così netto. Non può giustificare il fatto che, nel secondo tempo, il campo sembrasse in pendenza verso la porta di Sommer.

Bodø/Glimt-Inter, freddo freddissimo: meglio tornare qualche chilometro più a sud- immagine 2

Pio è un'ancora di salvezza, per Lautaro c'è ansia

—  

Chivu sceglie un leggero turnover, lasciando in panchina Bisseck, Zielinski, Dimarco e Luis Henrique. Sommer non può fare più di tanto su nessuno dei tre gol, un paio di parate importanti evitano un passivo più pesante. Akanji, Acerbi e Bastoni soffrono la tecnica e la rapidità del tridente norvegese, senza riuscire ad incidere in fase di costruzione. Il campo più stretto, in questo senso, potrebbe aver inciso sulla pulizia tecnica del terzetto nerazzurro. Darmian e Carlos Augusto non creano e non danno superiorità quasi mai, nonostante il primo colpisca un palo con un gran destro e il secondo faccia l'assist, per quanto fortuito, per il gol di Pio Esposito. Barella è il più vivo e si muove da regista, Mkhitaryan sbaglia tanto e appare in affanno. Sucic non esalta ed è poco pulito tecnicamente: in fatica negli spazi stretti in cui solitamente si esalta. Lautaro e Pio ci provano, con una prova sufficiente: il giovane attaccante timbra con una grandissima giocata da bomber. Il capitano preoccupa per le sue condizioni: esce toccandosi il polpaccio al 61'. Nel secondo tempo entrano Bonny e Thuram: entrambi spenti e insufficienti. Zielinski prova qualche verticalizzazione in più, Diouf entra in maniera positiva.

Tra tre giorni i nerazzurri tornano in campo, 3200 kilometri più a sud. La sfida è con il Lecce, sabato 21 febbraio alle 18. Poi testa e cuore a San Siro, per il ritorno con i norvegesi. Impensabile credere che l'Inter possa arrendersi al Bodø/Glimt, quantomeno senza provarci.