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Si è conclusa la trentacinquesima edizione della Coppa d'Africa, competizione che ha premiato il Senegal al termine di una serie di sfide tutte ricche di spunti. Il torneo è stato come sempre sentitissimo da tutto il popolo africano ed ogni partita ha raccontato una storia diversa, tra eventi sul campo e tradizioni popolari che abbiamo potuto conoscere. Le 24 squadre partecipanti ci hanno regalato tantissime emozioni e ricordi preziosi da custodire: per poter apprezzare al meglio quanto successo, è necessario fare un passo indietro in modo da poter ripercorrere le tappe più importanti di questa meravigliosa competizione.
È stata la Coppa d'Africa delle polemiche e dei colpi di scena, a cominciare dalla curiosa situazione in casa Camerun, che a pochi giorni dall'inizio del torneo ha esonerato il ct Marc Brys, colpevole di non aver centrato la qualificazione ai prossimi Mondiali in America. Il nuovo allenatore David Pagou, però, si è ritrovato a dover fare i conti con lo spettro del suo predecessore, il cui esonero è stato inizialmente bloccato dal ministro dello sport nazionale: come risultato, il Camerun si è ritrovato per un certo lasso di tempo con due allenatori che hanno diramato due diverse liste di convocati. Alla fine si è deciso di proseguire con Pagou, che però ha dovuto fare a meno di Aboubakar e Onana, entrambi ai ferri corti con Samuel Eto'o.
È stata anche la Coppa d'Africa del Mozambico, che ha convocato l'attaccante Faisal Bangal che milita nel Mestre in Serie D italiana: il centravanti ha anche trovato la via del gol nel secondo turno della fase a gironi contro il Gabon, contribuendo ad una rocambolesca vittoria per 3-2.
Continuando con le storie salienti, una menzione speciale la merita l'esterno del Burkina Faso Georgi Minoungou, cieco ad un occhio a causa di una patologia avuta nel 2023: il calciatore ha contratto una particolare infezione che l'ha reso cieco all'occhio sinistro, eppure non ha mai smesso di giocare. L'attaccante, che milita attualmente nel Seattle Sounders, ha siglato una preziosissima rete nella sfida tra il sul Burkina Faso e la Guinea Equatoriale, contribuendo a ribaltare lo svantaggio iniziale in favore del 2-1 finale maturato nei minuti di recupero. Un esempio di resilienza, di speranza e determinazione, nonché un esempio per tutti noi.
È stata anche la Coppa d'Africa del Sudan, che è riuscito ad ottenere la qualificazione agli ottavi grazie ad un unico gol segnato, ovvero l'autorete di Saul Coco della Guinea Equatoriale, ed una differenza reti di -4. Parlando di imprese, bisogna citare anche il percorso del Mali, arrivato ai quarti di finale senza aver mai vinto: dopo i tre pareggi nella fase a gironi, è arrivato un incredibile trionfo ai rigori dopo 120 minuti giocati quasi tutti in inferiorità numerica contro la Tunisia.
Tra i convocati del Mali spicca Bissouma del Tottenham, da tempo fuori rosa a causa dell'uso recidivo di gas esilarante. Da segnalare anche l'arresto di un sedicente stregone (un certo Sinayogo) che aveva promesso di far vincere la Coppa d'Africa al Mali e aveva ricevuto una somma pari a 40.000 dollari di offerte dai tifosi per questa impresa. Alla fine della partita persa contro il Senegal, i tifosi furiosi si sono presentati presso la sua abitazione, ma lo 'stregone' era già fuggito. È stato successivamente arrestato per truffa dalla polizia maliana.
È stata la Coppa d'Africa del personaggio di Patrice Lumumba: Michel Kuka Mboladinga, uno speciale tifoso del Congo, è diventato subito famoso perché in ogni partita della sua Nazionale era sempre presente sugli spalti fermo e Immobile per celebrare la statua dedicata a Patrice Lumumba e ricordarne il valore simbolico per il paese. Un omaggio popolare che va oltre il calcio e richiama una delle figure più importanti della storia del Congo.
Patrice Lumumba fu infatti il principale leader nazionalista della fase finale del colonialismo belga e uno dei protagonisti decisivi dell’indipendenza del 1960, che portò alla nascita della Repubblica Democratica del Congo. Fondatore del Movimento Nazionale Congolese, primo primo ministro del paese, incarnò l’idea di uno Stato unitario e sovrano. La sua opposizione aperta al colonialismo e le tensioni della Guerra Fredda ne causarono la rapida caduta e l’assassinio nel 1961, trasformandolo in un martire dell’anticolonialismo e in un simbolo ancora vivo per il popolo congolese.
È stata infine la Coppa d'Africa di un Senegal mai domo, protagonista di una delle finali più assurde della storia del calcio. Sono state numerose le polemiche prima del grande confronto col Marocco, a cominciare dalla impari suddivisione dei posti a disposizione (soltanto 2800 per il Senegal, più di 50.000 per il Marocco). La Federazione Senegalese ha pubblicato un comunicato ufficiale per denunciare questa situazione, oltre alle ulteriori ingiustizie subite nel prepartita, come la mancanza di una scorta da parte della polizia, oltre che la incomprensibile difficoltà sia a trovare un alloggio che un campo di allenamento.
Una finale che ha assunto tinte surreali anche e soprattutto per il rigore concesso al Marocco al 90’, episodio che ha mandato su tutte le furie tutto lo staff del Senegal che poi ha abbandonato il campo per protesta. Solo la provvidenziale mediazione di Sadio Mané ha permesso il regolare proseguimento del match, dopo tanta tensione. Il rigore sbagliato da Brahim Diaz è stato un ulteriore colpo di scena clamoroso, che ha portato poi ai supplementari e al gol decisivo di Pape Gueye: è arrivato così un trionfo clamoroso dei Leoni della Teranga. Una vittoria che resterà per sempre impressa nelle menti e nei cuori di ogni tifoso.
Parlando di numeri, sono state 51 le partite disputate, con 120 reti segnate ed una media gol di 2.35 per incontro. Il premio di miglior giocatore lo porta a casa Sadio Mané del Senegal, mentre il titolo di capocannoniere del torneo lo porta a casa Brahim Diaz del Marocco, primo calciatore a segnare 5 reti di fila nelle prime cinque partite del torneo. Il premio per il miglior portiere va invece a Yassine Bonou sempre della seconda classificata.
Quella che si è conclusa è stata una Coppa d'Africa a dir poco meravigliosa, che ci ha donato tantissimi ricordi preziosi, ci ha fatto ricordare la tradizione e ci ha messo la giusta curiosità per tutte le grandi competizioni future, che sicuramente sapranno regalarci altre incredibili storie come questa che si è appena conclusa.
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