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L'Inter passa da Cremona e sbanca anche lo Zini. Chivu e i suoi si prendono l'intera posta in palio, vivendo due notti a +8 sul Milan secondo. I nerazzurri sbloccano subito la partita, con un colpo di testa di capitan Lautaro; un quarto d'ora dopo firma il 2-0 Zielinski, con una traiettoria complessa che beffa Audero. Il secondo tempo è pura gestione nerazzurra, senza lampi fino all'83': Zerbin prende il palo con un gran destro da fuori, dalla mischia seguente esce un pallone insidioso che richiede un grande intervento di Sommer per anticipare Vardy. Il carro armato nerazzurro continua la propria marcia, allungando momentaneamente sulle inseguitrici. Mercoledì torna la Coppa Italia, con la sfida al Torino, mentre domenica 8 febbraio sarà trasferta a Reggio Emilia contro il Sassuolo.
L'impronta del match è chiara fin da subito: Inter in possesso palla e con tutti gli uomini nella metà campo offensiva; Cremonese con baricentro basso e pronta a ripartire. Il blocco basso dei grigiorossi funziona per dieci minuti, in cui l'Inter fatica a sfondare. Serve un calcio piazzato, che parte dal solito mancino di Dimarco: Lautaro viene perso dalla marcatura e con un grande colpo di testa batte Audero. Dopo l'1-0, l'Inter tiene alto il ritmo, trovando il raddoppio al 31'. Dopo un lungo sviluppo orizzontale, Luis Henrique pesca sui 25 metri Zielinski, che lascia partire un forte mancino verso la porta: la traiettoria del pallone cambia direzione all'ultimo, beffando Audero.
Nel finale di tempo i nerazzurri provano ad ampliare il vantaggio, con poca precisione sotto porta. Nella seconda frazione, il copione è simile: possesso palla nerazzurro, attesa grigiorossa. L'unica nota da sottolineare, alquanto negativa, è il petardo lanciato dalla curva ospiti nerazzurra nell'area della Cremonese: il botto stordisce Audero, che riporta una lieve ferita al ginocchio. Un gesto inspiegabile e ignorante, da denunciare fortemente. Dopo questo triste episodio, la partita scivola via, senza emozioni, fino all'83': Zerbin prende il palo con un gran destro di controbalzo. Chivu va su tutte le furie, la sua Inter ha abbassato troppo la tensione e calcia via un pallone vicino alla panchina. Nonostante il lampo della Cremonese, la partita finisce senza sussulti, ne ulteriori rischi per i nerazzurri.
La partita dei grigiorossi è piuttosto dimenticabile, ma non sportivamente drammatica, come si può intuire da un passivo piuttosto contenuto. La chiave tattica preparata da Nicola è chiarissima: blocco basso e compatto, Vardy e Bonazzoli pronti ad attaccare l'altissima linea dei difensori nerazzurri.
E nel primo quarto d'ora, la mossa paga: la Cremonese rischia poco, e riparte pericolosa con Vardy in campo aperto (fermato dal rientro di Bisseck). Il peccato arriva su una disattenzione difensiva, imperdonabile: lasciare da solo Lautaro, dentro l'area, costa carissimo. Impatto importante per Djuric nel secondo tempo, Zerbin il più intraprendente. Dietro Baschirotto regge abbastanza, Folino è un marcatore molto interessante. Da sottolineare il debutto di Maleh, per quanto sia stato piuttosto opaco. Non era di certo la giornata in cui fare punti, ma la china presa dalla Cremonese giustifica le preoccupazioni. Sono infatti dieci le partite dei grigiorossi dall'ultima vittoria, con un gap sulla zona retrocessione che si è assottigliato a sei punti.
L'Inter di Cremona non è certo la più esaltante dell'anno. Ma forse, il perché si ritrova nella stessa Inter: la squadra di Chivu ha il merito di essere paziente, di fronte all'atteggiamento attendista della Cremonese, e di sbloccare abbastanza presto il match. La rete di Lautaro scaccia subito i possibili fantasmi e fastidi che una trasferta del genere può creare. Anche il gol del 2-0, in questo senso, rassicura ed evita complicazioni.
Sommer non viene mai chiamato in causa, se non in due-tre uscite in cui si dimostra attento. Bisseck e Bastoni hanno più compiti offensivi che difensivi, Akanji fa il professore. Frattesi non risalta, Sucic svaria e pare sempre più dentro il flusso nerazzurro. Zielinski non è più una sorpresa: se l'assenza di Chalanoglu non si fa troppo sentire, il merito è tutto suo. Dimarco piazza un assist, con la solita prova di grande qualità e quantità. Luis Henrique mette a referto l'assist per il raddoppio nerazzurro, continua con costanza le sue prestazioni senza eccellere: si attende la scintilla. Lautaro la sblocca, ma ciò che colpisce sempre è l'atteggiamento del capitano nerazzurro: corre, lotta e non molla di un centimetro. Molto bella la dedica alla figlia nel giorno del compleanno. Pio Esposito non si mette nel tabellino, ma come al solito gioca di sponda ed è sempre utile. Da sottolineare il ritorno in campo di Darmian, oltre al subentrato e utilissimo Mhkitaryan. Thuram e Bonny si adagiano sulla flemma del match.
Adesso per i nerazzurri torna la Coppa Italia, con la sfida con il Torino. Domenica prossima la trasferta in cassa del Sassuolo. La prossima sfida per la Cremonese è la complicatissima sfida di Bergamo, nel fortino dell'Atalanta.
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