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SERIE A

Inter-Juventus tra polemiche ed emozioni: non potrà mai essere amore, nemmeno a San Valentino

Inter Juventus
Zielinski è sempre più decisivo, Pio entra e dà la scossa. Dimarco conferma il suo stato di forma, McKennie è imprescindibile. Di Gregorio horror, Cambiaso croce e delizia
Samuele Dello Monaco
Samuele Dello Monaco

L'ennesimo capitolo del derby d'Italia conferma le attese. Tutto quello che la storia ci ha abituato a vedere, è andato nuovamente in scena. Montagne russe tra Inter e Juventus, polemiche tra Inter e Juventus. È tutto quello che ha sempre contraddistinto la rivalità tra nerazzurri e bianconeri, rendendola diversa tra le altre. Dopo il folle 4-3 dell'andata, la replica è un 3-2 colmo di emozioni. Sorpasso e controsorpasso, conclusi con la fuga del Biscione. La Vecchia Signora ne esce a testa altissima, lamentando lecitamente un episodio arbitrale che va oltre il dubbio. Ed è proprio Bastoni che sfiora il gol trenta secondi prima del fallo di Kalulu, con un palo-palo: le sliding doors, le porte girevoli che sembrano stregate e che modificano il corso della storia. Gol, polemiche e di nuovo gol. Perchè tra Inter e Juve non sarà mai amore. Neanche nel giorno di San Valentino.

La Juventus parte forte, l'Inter attende

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La Juve approccia meglio, dimostrando di arrivare a San Siro per giocarsela a viso aperto con la capolista. E la scelta sembra pagare, perchè l'avvio dei bianconeri è praticamente perfetto: l'Inter non riesce a elargire il solito possesso sicuro, a causa di una continua pressione collettiva della Juventus. L'Inter trova in vantaggio per una somma di fortuna e colpe bianconere: Luis Henrique crossa, Cambiaso devia verso la porta beffando Di Gregorio. Anche l'estremo difensore della Juventus ha le sue colpe, nel tentativo goffo di allontanare il pallone con il piede meno corretto.

Nonostante il vantaggio, l'Inter non è certamente nella sua versione migliore, sbaglia tanto tecnicamente e non esce bene in fase di pressione. E la Juventus trova meritatamente l'1-1: i bianconeri sviluppano l'azione sulla destra, McKennie si inserisce e mette un cross affilato in area. David sporca il cross, sorprendendo sia Akanji che Bisseck: sul secondo palo Cambiaso anticipa Luis Henrique e firma il pareggio. Al 42' arriva l'episodio che cambia la sfida. Un passaggio sbagliato da Miretti permette l'anticipo di Bastoni su Kalulu, con quest'ultimo che commette fallo in campo aperto secondo il direttore di gara. Seconda ammonizione praticamente inesistente, che dal Var non può essere corretta a causa di un protocollo inspiegabile: l'arbitraggio di questa stagione sta lasciando molto a desiderare, se in più il VAR non può aiutare diventa veramente complesso trovare il bandolo della matassa.

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Locatelli illude, Zielinski decide

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La seconda frazione comincia il maniera naturale: Inter all'attacco, Juventus arroccata e pronta a ripartire. La Juve si schiera con il 4-4-1, con Yildiz riferimento centrale e Cambiaso-McKennie ad affiancarlo. Al 66' Chivu sceglie il tridente pesante per impensierire il muro bianconero: Thuram si avvicina a Dimarco per dare superiorità sulla sinistra, Pio fa da boa con Lautaro in veste da trequartista. L'Inter alza i giri del motore, serve una gran parata di Di Gregorio su un tentativo dal limite dell'area di Calhanoglu. Al 76' Dimarco affila le lame e dipinge da sinistra: Pio Esposito si libera della marcatura di Locatelli, colpisce di testa il pallone spedendolo sul secondo palo. Un gol pesantissimo, di vieriana memoria, che porta a 5 reti il bottino stagionale del talento nerazzurro.

La Juventus sembra subire il colpo, ma l'Inter non chiude il match: Dimarco spedisce in Curva Nord un contropiede in campo aperto. La Juve reagisce, con un'azione che però sembra piuttosto sottoritmo: Mckennie pesca Locatelli all'interno dell'area, che mette il pallone all'angolino del secondo palo. Si ritorna sulla filosofia di inizio secondo tempo, con l'Inter che spinge e la Juventus che difende un punto d'oro. La decide però il giocatore simbolo dell'inserimento di Chivu sulla panchina nerazzurra: Zielinski riceve al limite dell'area, si sposta il pallone sul mancino e calcia. Il pallone passa sotto le gambe di Locatelli, che impedisce una chiara visione della traiettoria a Di Gregorio. Pallone in porta, 3-2 nerazzurro e San Siro trema, per un gol che sembra avere tre colori molto simili a quelli del Tricolore.

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Una Juventus (quasi) perfetta

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Spalletti può sicuramente raccogliere tante notizie positive, al di là della sconfitta. La sua Juventus gioca bene, e costringe la prima in classifica a fare una prestazione tutt'altro che pulita. L'impressione è che Spalletti abbia preparato alla perfezione la sfida, che cambia fortemente con l'espulsione di Kalulu. Di Gregorio commette un errore inspiegabile sull'1-0 nerazzurro, si riprende tirando fuori un paio di interventi importanti su Calhanoglu e Bisseck. Bremer e Kelly contengono la Thu-La, con Thuram che si rende pericoloso solo una volta spostato più sulla sinistra. Su Kalulu è complesso esprimersi, complice il rosso che ne chiude anticipatamente la partita: fin quando è in campo, non soffre Dimarco e lo obbliga a stare più basso del solito.

Cambiaso sembra eclissarsi nuovamente dopo l'autogol, ma si riprende con la zampata con cui firma l'1-1. Locatelli è generoso e dà geometrie fin quando la Juve mantiene il possesso palla, Miretti non nella miglior serata. McKennie firma due assist e una prestazione di livello, confermandosi l'uomo più in forma dei bianconeri. Yildiz porta qualche serpentina e impensierisce Sommer con un destro a giro: nel secondo tempo è sacrificato dalla superiorità numerica dei nerazzurri. Holm entra al posto di un Conceição pimpante ma non incisivo, limitando i danni nel secondo tempo. Koopmeiners salva sulla linea il potenziale 4-2 nerazzurro, Boga e Cabal senza voto. La Juve sembra tornare al carattere di anni fa, i tifosi possono essere contenti di un ritorno della Vecchia Signora.

Inter, vittoria con vista Scudetto?

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Nel post-partita Chivu ripete a tutti i broadcaster: "Abbiamo iniziato bloccati, sia tecnicamente che mentalmente". Ed è proprio questa la verità: l'Inter parte sottoritmo, accusando la pressione feroce dei bianconeri. Ma è proprio con un possesso lento, sottoritmo per l'appunto, che sblocca la partita. La verità è che anche dopo il 2-1 di Pio, l'Inter sembra commettere gli errori di sempre: non chiude la partita con il contropiede di Dimarco, appare distratta sul pari di Locatelli. Sommer torna a fare una grande prestazione, con due interventi decisivi su Yildiz e Locatelli. Akanji e Bisseck sono distratti sul gol dell'1-1, Bastoni viene sostituito all'intervallo siccome ammonito.

Luis Henrique si conferma in crescita, rendendosi sempre più importante nelle uscite codificate dal basso. Dimarco è semplicemente devastante, Zielinski è su livelli forse mai visti in carriera. Barella ci mette intensità al rientro dall'infortunio, Sucic crea con qualità. Lautaro e Thuram opachi, Pio Esposito è incredibilmente incisivo: mette il primo timbro di tanti sul Derby d'Italia. Diouf accende ma non crea molto, Bonny e Carlos Augusto sufficienti. L'Inter si toglie finalmente di dosso il tema degli scontri diretti: potrebbe essere la freccia definitiva per il 21esimo Scudetto? La sensazione è che, tra il recupero di Milan-Como e il derby dell'8 marzo, la lotta al tricolore possa prendere una piega decisiva.

In settimana, entrambe le squadre torneranno a giocare in Europa. Nel turno dei playoff di Champions League, l'Inter volerà in Norvegia per affrontare il Bodø/Glimt mercoledì alle 21. La Juventus è diretta a Istambul, dove giocherà l'andata in casa del Galatasaray: il match sarà martedì alle 18.45.