derbyderbyderby editoriali Inter-Pisa, prima fuga Scudetto: sei gol, sei punti di vantaggio ma due problemi da risolvere

SERIE A

Inter-Pisa, prima fuga Scudetto: sei gol, sei punti di vantaggio ma due problemi da risolvere

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Adesso per l'Inter c'è il tempo per almeno un giorno di riposo. Domenica invece gli occhi saranno puntati sull'Allianz Stadium e subito dopo sull'Olimpico, in attesa dei risultati di Napoli e Milan.
Samuele Dello Monaco
Samuele Dello Monaco

Se alle 21.15 avete acceso la televisione, forse siete capitati su Inter-Pisa. Magari ci avete messo qualche secondo a realizzarlo, o anche solo a notarlo: dopo mezz'ora di partita la squadra toscana era avanti 0-2 sul campo della capolista. Per curiosità siete rimasti a guardare la partita e inizia lo show: Zielinski su rigore, capitan Lautaro pareggia con un grande anticipo di testa.

L'Inter di Chivu si crea da sola la montagna da scalare, quella montagna a cui rende omaggio con la nuova quarta divisa, ma raggiunge subito la vetta. Passano 5 minuti e conclude la rimonta. I tifosi possono urlare il nome più in voga, negli ultimi giorni, del panorama nerazzurro: Pio Esposito, il ragazzone con il numero 94, si carica sulle spalle San Siro e fa 3-2. Nel secondo tempo, il Pisa non crea quasi nulla e l'Inter la chiude nell'ultimo quarto d'ora: Dimarco all'82', Bonny all'86' e Mkhitaryan al 92'. 6-2 finale, un passivo tennistico forse fin troppo pesante per la formazione di Gilardino.

Una serie di errori e la doppietta di Moreo che gela San Siro

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Come detto, la prima mezz'ora dell'Inter è da incubo. In realtà l'approccio è anche quello giusto: la squadra di Chivu palleggia e schiaccia il Pisa, che qualche volta tenta un approccio con un baricentro un po' più alto. Proprio questo è il coraggio che premia la formazione toscana: Sommer sbaglia un passaggio banale sulla trequarti, Moreo con una grande soluzione balistica trova la porta sguarnita. San Siro immobile, con uno scetticismo crescente verso Yann Sommer. Il portiere svizzero è sotto la lente dei tifosi nerazzurri, non felici di un rendimento che sembra fortemente in calo. I dati parlano di un -2,6 nella voce degli xG subiti: zero gol sventati, quasi due in più subiti rispetto a quelli che dovrebbero essere. Per fare un paragone, Maignan porta questo dato a +8.

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MILANO, ITALIA - 23 GENNAIO: Yann Sommer dell'FC Internazionale in azione durante la partita di Serie A tra FC Internazionale e Pisa SC allo Stadio Giuseppe Meazza il 23 gennaio 2026 a Milano, Italia. (Photo by Mattia Pistoia - Inter/Inter via Getty Images)

Non ha colpe però il portiere svizzero sul secondo gol del Pisa, con la doppietta di Moreo che arriva con un colpo di testa su calcio d'angolo. Ancora scricchiolante la difesa nerazzurra sui calci piazzati, con un castello che non sembra proteggere nella maniera giusta l'area di rigore, come contro l'Arsenal. Sotto 0-2, Chivu non predica calma come dopo il primo gol, ma è furioso.

Serve una scossa. Luis Henrique viene sostituito, il solito compito non basta se devi ribaltare la partita. Il brasiliano ci prova, ma non sembra ancora dentro il flusso nerazzurro, ancor meno in una serata che si complica così. Al minuto 34 viene sostituito per scelta tecnica: al suo posto Dimarco. San Siro è un misto di fischi e applausi, ma il gesto dei compagni nerazzurri è notevole: a partire da Lautaro e Bastoni, tutti applaudono l'uscita del brasiliano, accolto da grandi abbracci anche in panchina. Potrebbe diventare un tema, ma la risposta dello spogliatoio conferma l'unità di intenti, anche verso un giocatore in difficoltà.

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Marotta e Ausilio devono probabilmente provare a portare a Milano un esterno che dia nuova linfa sulla destra, in attesa di un Dumfries ancora disperso nel suo infortunio. Chissà che non venga digitato presto il prefisso olandese, per far arrivare quel Perisic con cui il club di Viale della Liberazione ha già un accordo personale. Per Chivu, forse è arrivato il momento di giocare con due Martinez: uno capitano, l'altro in porta.

Quanti rimpianti per il Pisa

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Gilardino dopo mezz'ora predica calma: il Pisa è avanti 0-2 sull'Inter. Poi l'episodio del calcio di rigore, con il braccio largo di Tramoni, frena un po' l'impeto dei nerazzurri toscani: da lì un quarto d'ora da incubo, con l'Inter che sul lungo esce e crea il gap. Gilardino si presenta a San Siro con tre attaccanti: Moreo, Meister e Tramoni. Il primo inventa la rete dello 0-1 e firma lo 0-2, mentre il centravanti brasiliano è costretto ad uscire nel corso del primo tempo per un colpo al ginocchio. Al suo posto entra Durosinmi, che non riesce a invertire la rotta. In generale, il Pisa prova a prendere alta l'Inter, chiudendosi a riccio dopo il doppio vantaggio. Andando all'intervallo sotto 3-2, nel secondo tempo perde un po' la bussola e paga un po' di disordine.

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Per Gilardino ci sono alcune note positive: Akinsanmiro torna tra i disponibili, Aebischer si conferma ad alto livello, Moreo firma la doppietta e Angori trova qualche pallone molto intrigante. Adesso per i pisani un calendario complesso e ricco di scontri diretti: Sassuolo, Verona, Milan e Fiorentina.

L'anima dell'Inter: Dimarco accende, Lautaro e Pio esaltano

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L'Inter saluta San Siro, occupato per le Olimpiadi, e si prepara ad affrontare le prossime 4 trasferte. Per Chivu tanti allarmi nella prima mezz'ora, a tratti inspiegabili: l'Inter non comincia male, ma il blackout di Sommer e l'ennesimo gol preso da calcio piazzato immobilizzano il Meazza. L'Inter domina, ma scoperchia da sola gli scheletri nell'armadio. Sul lungo le occasioni crescono sempre di più, un po' come il diluvio che si abbatte sul Meazza. Il terzetto Bastoni-De Vrij-Bisseck non fa rimpiangere Akanji, che entra nel finale per alzare il muro difensivo.

Carlos Augusto si sacrifica sulla destra e fa il suo. Dimarco entra ed accende la luce: assist per Lautaro, gol del 4-2 e assist per il 5-2 di Bonny. L'esterno italiano è in uno stato di forma devastante, giustamente premiato come migliore in campo del match. In fondo, anche le statistiche parlano della stagione migliore della carriera: 14 tra gol e assist, a meno uno dalla scorsa stagione.

Buona prestazione di Zielinski in mezzo al campo, con il plus della responsabilità sul rigore segnato che riapre la partita. Mkhitaryan solido e costante, si prende nel finale la gioia di un gol che mancava da tempo. Sucic non eccelle, ma un paio di sue incursioni creano grandi occasioni. Davanti c'è spazio per tutti e nessuno delude. Lautaro si fa trovare nel momento giusto al posto giusto: taglia fuori la difesa e con un grande stacco aereo segna la rete del momentaneo 2-2. Pio Esposito è semplicemente immarcabile: i compagni lo cercano e lui risponde sempre presente, lotta e trova un gol da attaccante vero che regala il 3-2 ai nerazzurri. Nella seconda frazione Thuram crea molto, Bonny trova il gol dopo una grande serpentina.

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Adesso per l'Inter c'è il tempo per almeno un giorno di riposo. Domenica invece gli occhi saranno puntati sull'Allianz Stadium e subito dopo sull'Olimpico, in attesa dei risultati di Napoli e Milan. Poi testa alla Champions, con l'importante sfida di Dortmund che delineerà il percorso europeo dei nerazzurri. In campionato è prova di fuga, in Champions sarà rincorsa.