derbyderbyderby editoriali Lautaro Martinez in formato toro domina un Bologna sempre più in crisi: Chivu si gode il primato in solitaria

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Lautaro Martinez in formato toro domina un Bologna sempre più in crisi: Chivu si gode il primato in solitaria

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Uno dei big match di giornata tradisce un po' le attese, orientandosi già dal primo minuto: la squadra di Italiano prosegue nel suo periodo di crisi nera, mentre Chivu ritrova le sue certezze a centrocampo e in attacco
Pietro Rusconi
Pietro Rusconi Redattore 

Solo poche settimane fa Vincenzo Italiano celebrava l'accesso alla finale di Supercoppa dopo aver battuto l'Inter. Una vittoria dove furono decisivi i rigori dopo un match terminato per 1-1 nei tempi regolamentari. La discrepanza tecnico-fisica fra le due squadre sembrava minore. Un numero di xG simile (1.45 e 1.52) e la sensazione che, almeno nelle coppe, Italiano avesse ritrovato il tocco magico. Dicembre infatti è stato un mese pessimo per gli emiliani e questo inizio di gennaio non sembra essere da meno. 3 vittorie (Inter, Celta e Parma, rispettivamente Supercoppa, EL e Coppa Italia), 2 pareggi (Lazio e Sassuolo in Serie A) e 4 sconfitte (Cremonese, Juventus e Inter in A, oltre alla finale araba persa contro il Napoli). Tuttavia, in Inter-Bologna, la differenza fra i due club si è vista eccome, confermando il trend negativo della spaventosa banda di Italiano, che ormai non spaventa più.

L'Inter ha mostrato di aver reagito bene all'uscita fallimentare dal trofeo giocato in Arabia Saudita. Nel turno passato di campionato, era giunta la vittoria con fatica su una solida Atalanta capitanata da Palladino (e se Samardzic...). In questa giornata la squadra nerazzurra ha mostrato una qualità e un'intensità che poche volte quest'anno ha mostrato con così tanta continuità. Chivu, allenatore giovane ma molto applicato, ha capito come colpire al massimo le fragilità dei rossoblù fin da subito. Il match infatti non ha avuto storia (2.96 xG a 0.85 xG), tanto che il 3-1 sembra addirittura un risultato stretto.

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Chivu ha riacceso Lautaro

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L'allenatore romeno sembra aver ritrovato le chiavi giuste per riattivare l'istinto sotto porta di Lautaro Martinez. L'anno scorso i gol del toro sono stati "solo" 24. Tuttavia con Inter-Bologna, il capitano interista ha raggiunto la doppia cifra in A, quasi pareggiando il numero di marcature in campionato dello scorso anno, cioè 12. Qualche occasione rimane comunque persa per strada (almeno 3 nella sfida, di cui una clamorosa traversa a porta vuota) ma i segnali sono più che positivi. Ma il ritrovamento del toro non è solo una questione di gol.

Sul primo gol dell'Inter Lautaro fa una grande giocata attirando la marcatura di Lucumì (a uomo come sempre) fino a centrocampo, in modo tale da lasciare un'enorme quantità di spazio alle sue spalle. La zona è stata attaccata così da Thuram che di tacco gliel'ha restituita. A quel punto il capitano interista l'ha appoggiata dietro per l'arrivo della saetta di Zielinski (colui che ha iniziato l'azione), altro giocatore recuperato da mister Chivu.

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Anche il lavoro di Lautaro senza palla è stato prezioso come al solito. Spesso l'argentino si abbassava a giocare il pallone alla linea di centrocampo aprendo il campo alle mezz'ali o Thuram (sprecone all'ottavo minuto su grande invito di Lautaro). Proprio per questa sua capacità e intelligenza nella posizione, Chivu ha cercato spesso di accoppiare il 10 con Lucumì e il 9 con Heggem. Quando questi mismatch venivano rispettati, il Bologna andava in seria difficoltà.

Il gioco verticale sulle punte rimane dunque fondamentale per l'allenatore dell'Inter. A maggior ragione in questo match poiché la pressione dei rossoblù (terzo per PPDA) non permette di costruire con tanti passaggi ma obbliga ad andare subito diretti.

Inter-Bologna è il punto di non ritorno per Italiano

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Vincenzo Italiano sembrava non capacitarsi della prestazione fornita durante la partita. Difficile non avere una reazione dissimile. Le sue squadre ci hanno abituato a prestazioni immense contro squadre tecnicamente più forti. Tuttavia, il Bologna continua a sembrare stanco e scarico, mentalmente e fisicamente. Per una rosa che fa dell'atletismo e dell'intensità i suoi tratti principali per dominare il campo, non essere brillanti fa tutta la differenza del mondo.

Ha inciso sicuramente il mercato estivo di Sartori che sembra aver aggiunto poca qualità ad una squadra che già non ne presenta molta. Inoltre l'uomo più qualitativo dei rossoblù, Orsolini, contro l'Inter non era al meglio, tanto da subentrare solo al 60esimo. Con la sua assenza, si è vista la mancanza di un'organizzazione offensiva particolare ed efficace. Gli automatismi della catena di dx col terzino non sono stati presenti e Rowe non ha saputo cogliere al massimo l'opportunità data.

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Il Bologna ha faticato molto nel costruire azioni anche solo per arrivare a tirare. Spesso e volentieri Ravaglia (vero protagonista della gara con 7 parate decisive) era costretto al lancio su Castro perché la pressione interista non permetteva la giocata su Ferguson, abbassatosi. Il gol della punta argentina è arrivato solo grazie ad una disattenzione difensiva dei nerazzurri e alla solita incertezza di Sommer.