derbyderbyderby esports Riot Games “2XKO”: Il gioco che vuole uccidere la complessità dei picchiaduro

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Riot Games “2XKO”: Il gioco che vuole uccidere la complessità dei picchiaduro

Riot Games '2XKO'
Riot Games lancia 2XKO, picchiaduro free-to-play ambientato nell’universo LoL. Duo Play, accessibilità ed ecosistema esports puntano a cambiare per sempre il genere.
Samuele Dello Monaco
Samuele Dello Monaco

Dopo anni di attesa, leak e demo sotto il nome in codice "Project L", Riot Games lancia ufficialmente 2XKO, il picchiaduro ambientato nell'universo di League of Legends. L'obiettivo della casa californiana non è semplicemente quello di ritagliarsi una fetta di mercato, ma di ribaltare il tavolo da gioco. La missione è chiara e ambiziosa: fare per i combattimenti corpo a corpo ciò che Valorant ha fatto per gli sparatutto tattici. Ovvero, prendere un genere storicamente complesso, elitario e punitivo, e renderlo accessibile alle masse senza sacrificarne la profondità competitiva.

Se Street Fighter e Tekken sono i re indiscussi della vecchia guardia, 2XKO si presenta come il rivoluzionario che vuole abbattere le barriere all'ingresso, puntando su tre pilastri fondamentali: il gioco di squadra, l'accessibilità economica e un ecosistema esports senza precedenti.

Riot Games '2XKO'

Duo Play: la fine della solitudine

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La vera rivoluzione di gameplay introdotta da 2XKO risiede nella sua natura Duo Play. Storicamente, il picchiaduro è il genere "solitario" per eccellenza: 1 contro 1, dove la vittoria o la sconfitta pesano interamente sulle spalle del singolo. Questa pressione psicologica, nota come ladder anxiety, ha spesso allontanato i giocatori meno sicuri. Con 2XKO, Riot Games cambia paradigma introducendo una modalità 2vs2 Tag Team cooperativa reale. Non si tratta solo di controllare due personaggi alternandoli (come in Marvel vs. Capcom), ma di poter giocare insieme a un amico, controllando un campione a testa. Questo trasforma l'esperienza da un duello isolato a una battaglia di squadra, replicando le dinamiche sociali che hanno reso celebri titoli come League of Legends o lo stesso Valorant.

La cooperazione diventa cruciale: coordinare gli assist, chiamare il cambio al momento giusto per salvare il compagno o eseguire combo combinate richiede una sinergia che va oltre la pura abilità meccanica. In un colpo solo, 2XKO rende il picchiaduro un'esperienza sociale, permettendo ai veterani di fare da mentori ai nuovi arrivati direttamente in partita, "carriando" l'amico mentre impara le basi.

Il terremoto del Free-to-Play

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Il secondo pilastro è puramente economico, ma devastante per la concorrenza. Nel 2026, il mercato è dominato da titoli tripla A come Tekken 8 o Street Fighter 6, venduti al prezzo standard di 70€ (più costosi Season Pass). Questa barriera d'ingresso è un muro invalicabile per il giocatore casuale che è curioso, ma non disposto a investire una cifra importante per un gioco in cui rischia di essere sconfitto ripetutamente. 2XKO abbatte questo muro presentandosi come Free-to-Play. La strategia di Riot è semplice: inondare il mercato. Rendendo il gioco gratuito, milioni di utenti scaricheranno il titolo per pura curiosità. Questo afflusso massiccio di "sangue nuovo" è vitale per un genere che spesso soffre di una base utenti ristretta e hardcore.

Un bacino di utenza enorme garantisce matchmaking rapidi e, soprattutto, equilibrati: i principianti potranno scontrarsi con altri principianti, evitando la frustrazione di essere annientati dai veterani al primo giorno, un problema cronico dei picchiaduro a pagamento con player base ridotte. Il modello di monetizzazione si baserà, come da tradizione Riot, su skin e cosmetici di alta qualità, un sistema che ha già dimostrato di poter sostenere imperi finanziari senza intaccare il bilanciamento del gioco.

Un ecosistema professionale

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Infine, c'è la "macchina da guerra" di Riot Games: l'Esport. Il mondo dei picchiaduro ha radici "popolari", con tornei organizzati amatorialmente e passioni nate nelle sale giochi. Tuttavia, spesso manca di una struttura professionale stabile che garantisca stipendi e carriere a lungo termine per tutti, non solo per i top 3 al mondo. Riot Games intende applicare a 2XKO la stessa struttura delle leghe professionali di LoL e Valorant. Questo significa portare i picchiaduro fuori dai palazzetti fieristici per inserirli in stadi e circuiti strutturati, con stagioni regolari, sponsorizzazioni di alto livello e una produzione mediatica spettacolare.

L'obiettivo è trasformare il pro player di picchiaduro da un "lupo solitario" che viaggia di torneo in torneo a un atleta inserito in un team organizzato. Questo non solo eleverà il livello della competizione, ma creerà una narrativa costante attorno al gioco, mantenendo alto l'interesse del pubblico.

Accessibile ma difficile da masterare

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2XKO non cerca di semplificare il combattimento rendendolo banale. L'esecuzione delle mosse speciali sarà semplificata (niente più input complessi e rotazioni di joystick impossibili per i meno esperti), spostando la sfida sulla strategia, sul tempismo e sulla lettura dell'avversario. Con l'uscita nel 2026, 2XKO si candida a essere il ponte definitivo tra la vecchia scuola dei picchiaduro e la nuova generazione di gamer, unendo la profondità tecnica di un fighter alla potenza sociale ed economica di un trend moderno. Se Riot riuscirà nell'impresa, il genere non sarà più lo stesso.