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Sim Racing e Olimpiadi: quando l’Esport diventa indistinguibile dalla realtà

Esport Sim Racing
L'ascesa delle corse virtuali, l'accessibilità e le possibilità di carriera per gli appassionati di corse
Filippo Montoli
Filippo Montoli

Dopo la sua inclusione nelle Olympic Virtual Series del 2021, la disciplina Esport del Sim Racing ha fatto passi da gigante. Si è avvicinato incredibilmente a quella che è la realtà delle corse automobilistiche grazie al continuo sviluppo delle tecnologie e dei supporti utilizzati. La grande differenza rimane soprattutto quella dei costi: più accessibili per la maggioranza delle persone. Sempre più piloti professionisti decidono di allenarsi su questi simulatori, sfidando i cosiddetti sim racers, i professionisti del virtuale. I risultati raggiunti dal Sim Racing dimostrano che il confine tra Esport e realtà si sta sempre più assottigliando.

Esport, Sim Racing vs Realtà: un confine che sta svanendo

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L'Esport è sempre più riconosciuto come una disciplina sportiva, tanto da essere inserito nei programmi di eventi sportivi di livello nazionale e internazionale. Videogiochi come Efootball, League of Legends, PUBG e Gran Turismo hanno da tempo abbandonato l'etichetta di solo passatempo. Per i Sim Racing la svolta è avvenuta nel 2021, quando il Comitato Olimpico Internazionale lo ha incluso negli Olympic Virtual Series. Da quel momento ha preso parte prima alle Olympic Esports Series nel 2023 e poi agli Olympic Esports Games nel 2025.

Sim Racing e Olimpiadi: quando l’Esport diventa indistinguibile dalla realtà- immagine 2

A spingere al successo questa disciplina ha contribuito in modo significativo l'uscita del film Gran Turismo nel 2023. La pellicola racconta la storia vera di Jann Mardenborough, pro-player dell'omonimo gioco che è riuscito a diventare pilota professionista grazie a esso. Oggi, infatti, sempre più appassionati di corse tentano di realizzare il proprio sogno cercando di imitare il protagonista del film. Il continuo sviluppo delle tecnologie e dei supporti ha portato il Sim Racing a essere sempre più vicino alla realtà. Volanti e pedaliere soprattutto, ma anche sedili, rendono la guida virtuale fisicamente stancante quanto quella reale.

Non a caso sempre più piloti di F1, per esempio, passano ore e ore sui simulatori per mantenersi in forma. Oltre al semplice allenamento, aumentano anche gli eventi online che vedono competere i pro-player del virtuale con quelli del reale. Basti come esempio il quattro volte campione del mondo Max Verstappen. L'olandese si prepara e gareggia molto spesso sui supporti virtuali e i risultati parlano da sé. È probabile che sempre più piloti professionisti seguano la strada battuta dal loro collega.

Sim Racing e Olimpiadi: quando l’Esport diventa indistinguibile dalla realtà- immagine 3

Accessibilità e continua crescita

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La grande differenza tra Sim Racing e realtà rimane quella dell'accessibilità. Il motorsport è ormai per milionari. Per il virtuale tutto cambia. Si può partire da spese inferiori al migliaio di euro fino a salire a diverse migliaia. Il punto di forza rimane però quello di dare a tutti gli appassionati la possibilità di fare carriera. E non limitata al solo virtuale, come visto dall'esempio di Mardenborough.

A decretare il successo del Sim Racing sono altri due aspetti. Il primo è il fatto che i team di F1 e automobilistici in generale hanno creato e stanno creando delle divisioni interne dedicate al solo Esport. La possibilità di crescere in visibilità e fare carriera quindi aumentano. Il secondo è l'inclusione negli Asian Games del 2026. Non si tratta più di prendere parte a competizioni dedicate esclusivamente ai videogiochi, ma anche a quelle sportive riconosciute a livello internazionale. Non è più un gioco, ma atletica digitale.