Dopo la sua inclusione nelle Olympic Virtual Series del 2021, la disciplina Esport del Sim Racing ha fatto passi da gigante. Si è avvicinato incredibilmente a quella che è la realtà delle corse automobilistiche grazie al continuo sviluppo delle tecnologie e dei supporti utilizzati. La grande differenza rimane soprattutto quella dei costi: più accessibili per la maggioranza delle persone. Sempre più piloti professionisti decidono di allenarsi su questi simulatori, sfidando i cosiddetti sim racers, i professionisti del virtuale. I risultati raggiunti dal Sim Racing dimostrano che il confine tra Esport e realtà si sta sempre più assottigliando.
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Sim Racing e Olimpiadi: quando l’Esport diventa indistinguibile dalla realtà

Esport, Sim Racing vs Realtà: un confine che sta svanendo
—L'Esport è sempre più riconosciuto come una disciplina sportiva, tanto da essere inserito nei programmi di eventi sportivi di livello nazionale e internazionale. Videogiochi come Efootball, League of Legends, PUBG e Gran Turismo hanno da tempo abbandonato l'etichetta di solo passatempo. Per i Sim Racing la svolta è avvenuta nel 2021, quando il Comitato Olimpico Internazionale lo ha incluso negli Olympic Virtual Series. Da quel momento ha preso parte prima alle Olympic Esports Series nel 2023 e poi agli Olympic Esports Games nel 2025.

A spingere al successo questa disciplina ha contribuito in modo significativo l'uscita del film Gran Turismo nel 2023. La pellicola racconta la storia vera di Jann Mardenborough, pro-player dell'omonimo gioco che è riuscito a diventare pilota professionista grazie a esso. Oggi, infatti, sempre più appassionati di corse tentano di realizzare il proprio sogno cercando di imitare il protagonista del film. Il continuo sviluppo delle tecnologie e dei supporti ha portato il Sim Racing a essere sempre più vicino alla realtà. Volanti e pedaliere soprattutto, ma anche sedili, rendono la guida virtuale fisicamente stancante quanto quella reale.
Non a caso sempre più piloti di F1, per esempio, passano ore e ore sui simulatori per mantenersi in forma. Oltre al semplice allenamento, aumentano anche gli eventi online che vedono competere i pro-player del virtuale con quelli del reale. Basti come esempio il quattro volte campione del mondo Max Verstappen. L'olandese si prepara e gareggia molto spesso sui supporti virtuali e i risultati parlano da sé. È probabile che sempre più piloti professionisti seguano la strada battuta dal loro collega.

Accessibilità e continua crescita
—La grande differenza tra Sim Racing e realtà rimane quella dell'accessibilità. Il motorsport è ormai per milionari. Per il virtuale tutto cambia. Si può partire da spese inferiori al migliaio di euro fino a salire a diverse migliaia. Il punto di forza rimane però quello di dare a tutti gli appassionati la possibilità di fare carriera. E non limitata al solo virtuale, come visto dall'esempio di Mardenborough.
A decretare il successo del Sim Racing sono altri due aspetti. Il primo è il fatto che i team di F1 e automobilistici in generale hanno creato e stanno creando delle divisioni interne dedicate al solo Esport. La possibilità di crescere in visibilità e fare carriera quindi aumentano. Il secondo è l'inclusione negli Asian Games del 2026. Non si tratta più di prendere parte a competizioni dedicate esclusivamente ai videogiochi, ma anche a quelle sportive riconosciute a livello internazionale. Non è più un gioco, ma atletica digitale.
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