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UNA CITTA' DIVISA FRA DUE DIVERSI CAMPIONATI NAZIONALI

A Derry non c’è derby: una squadra gioca nell’Eire, l’altra nell’Irlanda del Nord…

A Derry non c’è derby: una squadra gioca nell’Eire, l’altra nell’Irlanda del Nord…

Oggi Derry è l’unica città ad avere due squadre di calcio che militano in campionati di due nazioni diverse: il Derry City nel campionato irlandese e i protestanti dell’Institute F.C nella lega nordirlandese.

Redazione DDD

A Derry, in Irlanda del Nord, le partite non finiscono mai, perché continuano nella vita di tutti i giorni. Qui un gol ha spesso finito per scatenare disordini e le provocazioni sugli spalti non di rado sono sfociate in guerriglie fuori. Un clima avvelenato da quel dualismo identitario che taglia in due la realtà nordirlandese: da un lato gli unionisti e i lealisti con il Regno Unito, per lo più protestanti e discendenti dai coloni provenienti dalla Gran Bretagna, dall’altro i repubblicani, autoctoni, e principalmente cattolici, favorevoli a un’Irlanda unita e indipendente. Dalla fine degli anni Sessanta fino agli anni Novanta, il conflitto tra le due comunità, “ The Troubles”, ha distrutto famiglie intere, lasciando a terra senza vita oltre tremila persone e causando più di 50mila feriti. E anche l’accordo di pace del Venerdì Santo nel 1998 non ha spento del tutto le tensioni, che si avvertono ancora negli stadi, come dimostrano i reciproci cori di scherno tra tifoserie unioniste-protestanti e repubblicane-cattoliche.

Avvenire ha voluto ripercorrere l’epopea del Derry City Football Club. L’anno di battesimo della società col nome di Derry F.C. è il 1928 (negli anni precedenti la squadra nelle serie minori aveva assunto altre denominazioni: St.Columbas hall Celtic e poi Derry Celtic F.C). I colori delle casacche, bianche con sottili righe rosse, furono mutuati dallo Sheffield United, in onore di mister Billy Gillespie che era stata una stella della squadra inglese. Ai tifosi quelle maglie ricordavano tipiche caramelle bianche con le strisce rosse e questo spiega anche il soprannome dei giocatori del Derry: “ The Candy Stripes”. Ma in un’Irlanda del Nord che era nata per essere una patria unionista e monarchica, non poteva essere tollerato che la minoranza indipendentista e cattolica potesse emergere in qualsiasi settore, anche nel calcio. E così il primo club a pagare il proprio successo fu il glorioso Belfast Celtic, che nel 1948 venne costretto a scomparire. Di lì a poco l’ostracismo sarebbe stato lampante anche per il Derry. Soprattutto quando la squadra nel 1965 si laureò campione dell’Irlanda del Nord per la prima volta. Un trionfo che andava ben oltre l’ambito sportivo e dava fastidio.

Il primo eclatante colpo basso subìto dal Derry ci fu nell’estate del 1965 quando il club debuttò nella prestigiosa Coppa dei campioni. Era davvero un traguardo impensabile per il ghetto del Bogside. Ci pensò la lega calcio nordirlandese a rovinarne la festa. Senza nessuna giustificazione dichiarò il Brandywell, lo stadio del Derry, non idoneo alle competizioni europee, impedendo così al club di disputare la gara di ritorno degli ottavi in casa contro l’Anderlecht. Unica alternativa concessa: giocare a Belfast. Ma il Derry rifiutò e venne squalificato d’ufficio dalla competizione. Era solo il preludio ad altri, successivi, terribili eventi storici. Perché Derry è anche la città del “ Bloody Sunday”: domenica 30 gennaio 1972 i paracadutisti britannici aprirono il fuoco contro dimostranti indipendentisti disarmati. Alla fine saranno quattordici le vittime metà delle quali minorenni. Una strage (riconosciuta dal governo inglese solo nel giugno 2010) che ispirò anche una struggente ballata degli U2, intrisa di rabbia e speranza, in cui il sacrificio di Derry è paragonato a quello di Cristo morto e risorto.

Il 1972 sancì anche la fine del Derry City F.C nel campionato nordirlandese. Già l’anno precedente, dopo una serie di scontri con le tifoserie unioniste, il club era stato obbligato a giocare tutte le partite in trasferta, a Coleraine, città a maggioranza protestante. L’esilio forzato determinò anche una crisi finanziaria insostenibile che spinse la società a ritirarsi dal campionato. Ma questa è la storia di «un club che visse due volte». E così dopo tredici interminabili anni arrivò il giorno della rinascita: l’8 settembre del 1985 il Derry, con il lasciapassare della Fifa, esordì in una lega calcistica “straniera”, quella irlandese.

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