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Atalanta, dopo Dortmund Palladino non risparmia nessuno: “Scamacca deve dare di più”

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La sconfitta in Germania lascia scorie, ma le parole di Palladino tracciano la rotta per il futuro immediato: tanto lavoro e nessuna scusa legata all'infermeria
Samuele Dello Monaco
Samuele Dello Monaco

Le luci del Signal Iduna Park si spengono su una serata amara per l'Atalanta. Il "Muro Giallo" ha spinto il Borussia Dortmund alla vittoria, lasciando alla Dea il rammarico di un risultato negativo e, soprattutto, diverse riflessioni urgenti da affrontare. Nel post-partita, Raffaele Palladino non ha cercato vie di fuga diplomatiche: la sua analisi ai microfoni della stampa è stata lucida, diretta e, a tratti, dura, specialmente nei confronti dei singoli.

Il caso Scamacca

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Il nodo centrale delle dichiarazioni del tecnico riguarda Gianluca Scamacca. In una serata europea dove il peso specifico dell'attaccante avrebbe dovuto fare la differenza per tenere palla e far salire la squadra sotto la pressione tedesca, la prestazione del numero 9 non è stata all'altezza delle aspettative del suo allenatore.

Atalanta, dopo Dortmund Palladino non risparmia nessuno: “Scamacca deve dare di più”- immagine 2

"Scamacca deve dare di più, può farlo ed è ciò che ci aspettiamo", ha sentenziato Palladino senza troppi giri di parole. Una frase breve, ma che pesa come un macigno. Non si tratta solo di gol mancati, ma di atteggiamento e presenza nella manovra. Il tecnico ha sottolineato come, in contesti di questo livello, non basti la presenza fisica: serve la cattiveria agonistica, la capacità di reggere l'urto con i difensori avversari e di essere un punto di riferimento costante. L'uscita dal campo con la sconfitta diventa così un momento di verifica per il centravanti, chiamato ora a una reazione immediata nelle prossime uscite.

Atalanta, l'emergenza non è una scusa

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L'altro grande tema della serata era l'evidente difficoltà numerica nel reparto avanzato. L'Atalanta si è presentata in Germania con un attacco ridotto all'osso dagli infortuni, una condizione che avrebbe potuto offrire a Palladino un comodo paracadute per giustificare la sconfitta. Tuttavia, l'allenatore bergamasco ha rifiutato categoricamente la cultura dell'alibi.

"Le assenze in attacco? Io penso ai presenti", ha ribadito con fermezza. Un messaggio chiaro alla squadra e all'ambiente: piangere su chi è rimasto a Bergamo non serve a nulla e, anzi, rischia di deresponsabilizzare chi scende in campo. Palladino ha voluto proteggere il gruppo da giustificazioni esterne, spostando il focus sulla prestazione di chi ha giocato. Secondo Palladino, anche in emergenza l'Atalanta ha il dovere e le capacità per esprimere un calcio migliore di quello visto a Dortmund.