I calciatori e gli allenatori sono un esempio per milioni di persone, bambini e ragazzini che li ammirano e che li prendono come modello di vita e carriera. Si è particolarmente responsabilizzati sotto i riflettori, ancora di più quando i primi spettatori sono i tuoi figli. Ben lo sa l'allenatore del Bayern Monaco Vincent Kompany, che ha imparato a modulare per il bene dei suoi figli, le emozioni in panchina, eliminando gli attacchi d'ira che spesso lo contraddistinguevano. Ne ha parlato in conferenza stampa alla viglia del match di oggi in casa contro l'Ausburg.
IL RETROSCENA
Bayern Monaco, Kompany: “Niente più attacchi d’ira in campo grazie ai miei figli”

Bayern Monaco, Kompany e le emozioni in panchina
—La partita dalla panchina si vive sempre intensamente tra urla, suggerimenti, gesti e anche qualche momento di ira. Ne ha parlato in conferenza stampa l'allenatore del Bayern Monaco Kompany, che ha dichiarato di aver imparato a mantenere la calma perché non vuole rendere l'aria pesante e dare un brutto esempio ai suoi figli. L'ex capitano del Manchester City commentando la sfida di oggi contro l'Augsburg all'Allianz Arena, è tornato su alcuni momenti sopra le righe proprio in panchina. "I miei figli vedevano sempre su YouTube i miei video di quando mi arrabbiavo in Premier League. Non mi mette in una posizione forte a casa quando parlo con loro, dicendo cosa dire e cosa non dire. Così, ho dovuto modulare i miei atteggiamenti anche per loro", dichiara divertito in sala stampa, come riporta Espn.

Cosa lo innervosisce della sua squadra
—Eppure, c'è qualcosa che ancora gli dà fastidio in campo, in particolar modo durante le partite del suo Bayern Monaco. "Certo, tante cose mi possono infastidire in panchina, ad esempio quando siamo troppo arroganti in campo. Dobbiamo essere convinti di quanto siamo forti e lo sappiamo già ma non mi piace l'arroganza inutile. Se facciamo meno del normale, a volte mi infastidisco. Per me, questo lavoro è molto importante, in rispetto ai sacrifici che fa il club e verso gli avversari. Ecco perché cerco di restare il più calmo possibile", conclude.
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