derbyderbyderby calcio estero Coppa d’Africa, tensioni alla vigilia della finale: il Senegal protesta contro il trattamento ricevuto

LA POLEMICA

Coppa d’Africa, tensioni alla vigilia della finale: il Senegal protesta contro il trattamento ricevuto

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Una finale porta con sé tanti elementi: dalla tensione fino alle speranze, passando per i sogni. In questo caso però non mancano le contestazioni alla vigilia del match.
Pietro Rusconi
Pietro Rusconi Redattore 

Domani alle ore 20 andrà in onda la finale di Coppa d'Africa fra Senegal e i padroni di casa del Marocco. Una sfida che mette in gioco più di un semplice trofeo. Due nazioni radicalmente divise dal deserto del Sahara, vero spartiacque di un enorme continente. Sistemi sociali e linguaggi differenti, pratiche e tradizioni radicate. Il match non deluderà, sul campo ad intrattenere ci sarà la sfida fra i numeri 10 decisivi nel torneo: Sadio Mané e Brahim Dìaz.

I leoni della Teranga sono alla terza finale nelle ultime 4 edizioni della CAF (con la vittoria nel 2021). Per i leoni dell'Atlante invece l'ultimo atto della competizione continentale manca da più di 20 anni, dalla sconfitta contro la Tunisia nel 2004. L'occasione di giocare il match in casa aumenterà a dismisura la pressione sul Marocco, che tuttavia, dovrà anche fare i conti con le polemiche alzate dalla federazione senegalese.

La rabbia del Senegal

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I leoni della Teranga hanno speso parole molto dure in riferimento alla gestione dell'arrivo nella capitale Rabat della nazionale subsahariana. Infatti la squadra senegalese, arrivata col treno nella giornata di ieri, ha faticato molto nel raggiungere il proprio pullman per via delle tante persone accalcate per supportare e farsi fotografare coi propri beniamini. Il commento ufficiale infatti parla di "serie preoccupazioni per la mancata sicurezza adeguata al fine di proteggere giocatori e staff". Inoltre la federazione ha rincarato la dose manifestando la propria insoddisfazione per l'hotel, il numero dei biglietti assegnati ai propri tifosi e anche per il campo di allenamento riservato.

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A proposito dell'episodio ha parlato il CT senegalese Pape Thiaw, che si è espresso così sull'inadeguatezza fornita: "Quello che è successo ieri non è normale. Considerando il numero di giocatori poteva succedere di tutto. I miei giocatori potevano essere in pericolo. Queste cose non dovrebbero accadere tra paesi fratelli". Nel dibattito è subentrato anche il presidente della AFCON Patrice Motsepe, il quale ha confermato l'obbligo del governo di "garantire al Senegal tutto il supporto e l'incoraggiamento di cui necessitano.".