Pep Guardiolaalza la voce contro i regolamenti della EFL. A distanza di un mese dalla finale di Coppa di Lega, in programma il 22 marzo a Wembley contro l’Arsenal, il manager del Manchester City ha criticato apertamente la norma che impedisce a Marc Guehi di scendere in campo. Il difensore inglese, acquistato a gennaio dal Crystal Palace per 23 milioni di euro, non è eleggibile per la finale perché registrato dopo l’andata della semifinale contro il Newcastle, limite fissato dal regolamento della competizione.
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Carabao Cup, Guardiola furioso: “Paghiamo Guehi ma non può giocare. Scriveremo alla EFL”

Una situazione che Guardiola definisce incomprensibile e illogica, soprattutto alla luce delle numerose assenze nel reparto difensivo dei Citizens. Il tecnico catalano ha annunciato che il club chiederà formalmente una deroga alla Lega, pur mostrando scarso ottimismo sull’esito della richiesta. Il caso Guehi riaccende così il dibattito sulle regole della Coppa di Lega e sulla loro applicazione.
Manchester City, caso Guehi: Guardiola chiede il cambio di regolamento
—Il caso nasce da una norma specifica della Coppa di Lega, che impone la registrazione dei calciatori prima della chiusura del mercato invernale o, in alternativa, prima della gara di andata della semifinale. Arrivato dal Crystal Palace dopo il 2-0 contro il Newcastle, Guehi rientra così tra i giocatori esclusi dalla finale di Wembley. Una situazione che Guardiolafatica ad accettare: "Non capisco perché non possa giocare. Abbiamo acquistato un giocatore, è nostro e non può scendere in campo per una regola che non ha logica", ha spiegato. Il problema diventa ancora più rilevante alla luce dell’emergenza difensiva del City, con Gvardiol e Stones indisponibili e Ruben Dias non ancora al massimo della condizione.

"In questo momento abbiamo bisogno di lui", ha aggiunto il tecnico catalano, confermando che il club presenterà una richiesta formale di deroga alla EFL: "Ho detto al club di provarci. Assolutamente". Guardiola ha però mostrato poco ottimismo sull’esito della richiesta: "Non mi aspetto che accada. Ma dobbiamo provarci". Un pessimismo alimentato dal precedente di gennaio. Quando modifiche regolamentari avevano già consentito ad altri nuovi acquisti di scendere in campo nella stessa competizione, alimentando ora il dibattito sulla coerenza delle norme.
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