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LA TENSIONE

Il Real Madrid vince al Mestalla, Vinicius esulta sui social e riaccende le tensioni

Vincenzo Di Chio
Il Real Madrid batte il Valencia 2-0 al Mestalla. Vinicius, assente per squalifica, provoca sui social dopo il match. I rapporti con il pubblico valenciano restano tesi dal caso razzismo del 2023.
00:35 min

La sfida tra Valencia e Real Madrid è ormai sinonimo di tensioni, e Vinicius Jr ne sa qualcosa. Il brasiliano, assente dalla sfida di ieri sera (terminata 0-2 per i Blancos), non ha perso occasione per infiammare nuovamente la faida. La sua esultanza sui social a fine partita fa discutere.

Vinicius non gioca, ma provoca: il post social che fa infuriare Valencia

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Nella serata di ieri, valida per la 23ª giornata di campionato, il Real Madrid ha conquistato una vittoria importantissima sul campo del Valencia, imponendosi 2-0 al Mestalla e portandosi così a -1 dalla vetta, attualmente occupata dall’acerrima rivale Barcellona.

Tra i protagonisti indiretti della serata c’è stato anche Vinicius Junior. L’esterno brasiliano non ha preso parte alla gara a causa della squalifica per somma di ammonizioni, ma ciò non gli ha impedito di far parlare di sé. Al termine della partita, infatti, il numero 7 dei blancos ha pubblicato sui social una foto celebrativa della vittoria accompagnata dalla scritta: “Abbiamo vinto!!!!”, seguita da un’emoji che ride. Un gesto che molti hanno interpretato come una chiara provocazione nei confronti del Valencia e dei suoi tifosi.

Ferite aperte dal 2023: Vinicius e Valencia, una rivalità che non si spegne

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Il rapporto tra Vinicius e il pubblico valenciano è da tempo estremamente teso. Nel maggio 2023, infatti, il brasiliano fu vittima di insulti razzisti durante una partita al Mestalla, episodio che portò alle prime condanne in Spagna: otto mesi di carcere per alcuni tifosi del Valencia. Da quel momento, il clima non si è mai realmente disteso.

Secondo alcune speculazioni non confermate, Vinicius avrebbe addirittura forzato la quinta ammonizione per saltare volontariamente la sfida ed evitare ulteriori tensioni, ma si tratta di ipotesi prive di fondamento ufficiale.

Resta l’amarezza per una vicenda che continua a trascinarsi nel tempo: il calcio dovrebbe essere spettacolo e condivisione, non teatro di provocazioni e odio. L’auspicio è che episodi simili non si ripetano più, in nessuno stadio e in nessuna parte del mondo.