Nel calcio moderno, le questioni di passaporto e nazionalità offrono spesso opportunità strategiche, ma per Marcos Senesi, difensore centrale ex Feyenoord e oggi al Bournemouth, la scelta della nazionale è stata una pura questione di identità e cuore. In una recente intervista, il difensore è tornato su uno dei momenti più singolari della sua carriera: il doppio interessamento ricevuto nel 2022, quando si trovò conteso tra l'Italia di Roberto Mancini e l'Argentina di Lionel Scaloni.
Le dichiarazioni
Italia, il rifiuto di Senesi: “Avrei cantato un inno di un paese in cui non mi identifico”
Il bivio della "Finalissima"
—Il contesto di quella scelta fu quasi cinematografico. Era il periodo che precedeva la Finalissima di Wembley, la sfida tra i campioni d'Europa (Italia) e i campioni del Sud America (Argentina). In una coincidenza più unica che rara, Senesi ricevette la convocazione da entrambe le federazioni per la stessa partita. Da una parte la possibilità di diventare un nuovo "oriundo" azzurro; dall'altra, il sogno di vestire la maglia albiceleste. Senesi ricorda quel momento con estrema lucidità, descrivendo la situazione come un vero e proprio bivio esistenziale, più che tecnico.
La questione dell'inno e l'identità
—Il rifiuto alla corte di Roberto Mancini non è nato da una valutazione tecnica o di prestigio, ma da una profonda onestà intellettuale. La frase chiave pronunciata da Senesi risuona forte e chiara: "Avrei dovuto cantare l'inno di un Paese con cui non mi identifico."

Questa ammissione racchiude l'essenza della sua decisione. Senesi ha spiegato che accettare l'Italia sarebbe sembrata una forzatura, quasi una recita. "Mi sento orgoglioso delle mie origini italiane", ha chiarito il difensore, "ma la realtà è che mi sono sempre sentito argentino". Per lui, indossare la maglia azzurra avrebbe significato tradire i suoi sentimenti più autentici. Il processo decisionale non è stato impulsivo. Ha ascoltato con rispetto l'offerta della FIGC e di Mancini, valutando comunque l'opportunità. Tuttavia, il richiamo della patria dove è nato e cresciuto è stato troppo forte. La sincerità ha giocato un ruolo cruciale: Senesi ha preferito declinare l'invito dell'Italia piuttosto che occupare un posto senza il giusto trasporto emotivo.
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