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Quando due leggende del calcio si incrociano, spesso nascono aneddoti destinati a rimanere scolpiti per sempre nella storia. Se poi di mezzo si ci mettono una cocente delusione in Champions League, la rabbia agonistica e il genio di Diego Armando Maradona, il risultato non può che essere un racconto da film. A riavvolgere il nastro dei ricordi ci ha pensato Wayne Rooney, svelando un retroscena clamoroso risalente a ben tredici anni fa, quando Maradona gli regalò una cravatta. Una notte amara che si è trasformata, in modo del tutto inaspettato, in un incontro a dir poco surreale nel cuore della notte inglese.
Per capire il contesto bisogna fare un salto indietro al 2013, agli ottavi di finale di Champions League tra il suo Manchester United e il Real Madrid. Una serata maledetta per i Red Devils, ma soprattutto una serata di fuoco per Rooney. L'attaccante inglese era stato lasciato clamorosamente in panchina da Sir Alex Ferguson, una scelta tecnica che l'aveva mandato su tutte le furie.
Per cercare di smaltire la rabbia accumulata all'Old Trafford, Rooney dicese di rifugiarsi in un ristorante della città. Ma quello che doveva essere un momento di isolamento si trasformò in un faccia a faccia col Dios argentino. "Ero letteralmente furioso dopo quella partita, non riuscivo a digerire le scelte e l'eliminazione", ha ricordato l'ex capitano dell'Inghilterra parlando ai microfoni del suo podcast The Wayne Rooney Show. "Ero andato lì solo per calmarmi. E' stato un momento davvero strano ritrovarmi improvvisamente davanti a Diego proprio in quelle condizioni psicolgiche", afferma l'inglese.
Maradona, che era a Manchester per assistere al big match europeo e non aveva mai nascosto la sua enorme ammirazione per il talento di Wazza, capì immediatamente il momento di sconforto del giocatore. Senza pensarci due volte, l'argentino si rese protagonista di un gesto tanto bizzarro quanto iconico, in puro stile Pibe de Oro.
"Diego mi vide e mi chiamò subito al suo tavolo", ha raccontato Rooney con il sorriso sulle labbra, ripensando a quell'incontro incredibile. "Iniziò a parlarmi per consolarmi, poi all'improvviso si sfilò la cravatta che indossava e me la diede in regalo. E' stato un gesto surreale, ma bellissimo. Quella cravatta ce l'ho ancora a casa, la conservo gelosamente". Un dono improvviso, nato nel bel mezzo di una delle notti più tese della carriera dell'attaccante inglese. La rabbia per l'eliminazione e per lo sgarbo di Ferguson, forse, non gli passò del tutto quella notte, ma tornare a casa con la cravatta di Maradona in tasca è una consolazione che pochissimi esseri umani possono raccontare di aver vissuto.
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