Sconfitti 3-0 a tavolino causa pandemia: tre club al TAS di Losanna per l’udienza che agita la UEFA

Sconfitti 3-0 a tavolino causa pandemia: tre club al TAS di Losanna per l’udienza che agita la UEFA

I club eliminati dalla Champions per l’isolamento imposto dalle autorità extracalcistiche: al Tas il caso che allarma tutte le squadre europee

di Redazione DDD

Il 5-6 ottobre, davanti al Tas di Losanna, è in programma un’udienza che riguarda tre piccoli club europei, ma sarà seguita con una certa attenzione anche dalle grandi del continente. Al centro della controversia ci sono tre sconfitte per 3-0 a tavolino stabilite dalla Uefa per altrettante partite dei preliminari di Champions League a causa della presenza di contagiati al Covid che hanno determinato la quarantena di tutto il gruppo. Il ricorso è stato presentato da due formazioni kosovare, Fc Drita e Pristina, sconfitte a tavolino con gli irlandesi del Linfield e il Lincoln Red (Gibilterra) e dagli slovacchi delle Slovan Bratislava che hanno subito lo stesso destino contro il Klaksvik delle Isole Fær Øer. La Uefa ha deciso con il 3-0 a tavolino applicando la norma del regolamento della Champions League inserita per affrontare i casi di Covid tra i calciatori delle squadre partecipanti. Si tratta del punto 2.1 dell’allegato I. Questo articolo, come fa notare Avvenire, prevede che la partita può disputarsi anche in presenza di calciatori contagiati, secondo i test previsti dal protocollo Uefa denominato “Return to play”, a patto che le autorità locali di una delle due squadre o del Paese terzo in caso di campo neutro non decidano per la quarantena di gruppo di una delle due formazioni. A quel punto scatta la sconfitta a tavolino.

Secondo gli avvocati di Drita, Pristina e Slovan Bratislava – tra i quali c’è l’italiano Luca Tettamanti dello studio Elite Law di Lugano oltre a Georgi Gradev dello studio Sila di Sofia – una squadra di calcio non può subire una sconfitta a tavolino dopo essersi volontariamente sottoposta ai controlli previsti dalla Uefa, a causa di un provvedimento adottato fuori dall’ambito degli organismi sportivi. Appare evidente che la vastità dei problemi provocati dalla pandemia non consente all’ordinamento sportivo di risolvere al proprio interno ogni aspetto, visto che viene chiamata in causa la salute pubblica. Il calcio deve per forza fare riferimento alle autorità politiche. La norma Uefa lo dimostra. Il Tas dovrebbe pronunciarsi il 9 ottobre. Per ora la questione riguarda Drita, Slovan Bratislava e Pristina. Tre nomi che non scaldano il grande pubblico. Ma tanti altri club europei sono alla finestra. 

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