Il Tottenham Hotspur, uno dei club più prestigiosi e ricchi della Premier League, sta scivolando in un abisso che pochi avrebbero potuto immaginare solo pochi mesi fa. Non è solo una crisi di risultati, ma un vero e proprio terremoto finanziario che minaccia di travolgere le fondamenta del club londinese. Con la squadra inchiodata al 16° posto in classifica, a soli cinque punti dalla zona retrocessione, l'ambiente degli Spurs respira un’aria pesante che non si avvertiva dalla stagione 1977/78, l'ultima volta che il club conobbe l'onta della retrocessione.
La situazione
Tottenham nel baratro: incubo retrocessione e un buco finanziario che spaventa Londra

Tudor alla guida di una nave in tempesta
—Il caos tecnico riflette perfettamente quello societario. Dopo l'esonero di Thomas Frank, la panchina è stata affidata a Igor Tudor, chiamato a raddrizzare una rotta che sembra portare dritta verso la Championship. La situazione è critica: con sole 12 partite ancora da giocare, il margine di errore è nullo. A peggiorare il clima di instabilità è stato l'addio lampo di Heitinga, che ha lasciato il club appena 33 giorni dopo la firma, lasciando intendere quanto sia profonda la frattura all'interno dello spogliatoio dove stelle come João Palhinha cercano di tenere a galla il gruppo.
Tottenham: sponsor in fuga e clausole "catastrofiche"
—Se il campo piange, le casse del club rischiano di svuotarsi. Secondo quanto riportato dal Telegraph, l'impatto economico della mancata qualificazione alle coppe europee si aggira già nell'ordine di decine di milioni di euro. Ma è lo scenario della retrocessione a terrorizzare i partner commerciali. Molti contratti di sponsorizzazione includono infatti clausole di rinegoziazione o risoluzione immediata in caso di discesa in serie minore.

Almeno una delle partnership principali scadrà a fine stagione e i dubbi sul rinnovo sono enormi. Anche lo storico accordo con la compagnia assicurativa AIA, che campeggia sulle maglie degli Spurs, si avvicina alla scadenza (fine della prossima stagione). A questo si aggiunge l'assenza di un marchio per i naming rights dello stadio inaugurato nel 2019 aggrava il bilancio. Senza il palcoscenico della Premier o dell'Europa, trovare un investitore disposto a sborsare cifre record diventa un'impresa titanica.
L'ultima spiaggia: la Champions League
—Con la zona alta della classifica ormai distante 13 punti e le coppe nazionali già sfumate, al Tottenham resta un'unica, disperata via di fuga per salvare la stagione e il bilancio: la Champions League.
Dopo aver superato il girone al quarto posto (grazie al nuovo regolamento), gli Spurs si preparano agli ottavi di finale. Il sorteggio metterà Tudor di fronte a sfide da brivido contro giganti come Galatasaray, Juventus, Club Brugge o Atletico Madrid. Vincere la competizione o arrivare in fondo sembra un miraggio vista la forma attuale. Ma al momento l'unico modo per garantire quegli introiti vitali che impedirebbero il collasso finanziario del club.
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