Tutte le finali di Champions decise ai rigori: gioie e dolori, lacrime ed esultanze

Tutte le finali di Champions decise ai rigori: gioie e dolori, lacrime ed esultanze

Le italiane e i rigori all’ultimo respiro: contro il Liverpool gli episodi più drammatici sul piano sportivo, ma anche la finale tutta italiana di Manchester non scherza…

di Redazione DDD

Negli ultimi 30 anni sono state varie le finali decise ai calci di rigore, il Milan ne ha gioito e poi pianto, così come la Juventus. Vediamo quante volte gli “undici metri” hanno incoronato la vincitrice della Champions League.

36 anni fa Grobbelaar ipnotizzava Graziani e infrangeva il sogno europeo della Roma –

Il club straniero che ha conteso più finali a squadre italiane in Europa è sicuramente il Liverpool. La squadra allenata attualmente da Klopp e considerata “già” vincente della Premier League secondo le quote di calcio di William Hill ha gioito ben due volte ai rigori contro club italiani. Fra queste finali, nell’immaginario collettivo dei tifosi italiani e in particolare dei tifosi della Roma, c’è sicuramente Roma-Liverpool, caratterizzata dalla “danza” del portiere Grobbelaar per ipnotizzare Graziani (errore decisivo) e una città intera. La finale giocata all’Olimpico il 30 maggio dell’84 terminò 2-4 per i “Reds” lasciando tanto amaro in bocca a Bruno Conti e compagni, che avrebbero potuto festeggiare in casa la vittoria di una storica finale in Coppa dei Campioni mai raggiunta dai colori giallorossi. Due anni dopo fu ancora la “roulette” dei rigori a decidere la finale tra la Steaua Bucarest e il Barcellona dell’allenatore inglese Terry Venables e anche in quell’occasione protagonista assoluto fu un portiere. L’estremo difensore rumeno Duckadam, fu capace di parare tutti e quattro i rigori calciati dai “blaugrana”, permettendo alla sua squadra di portare a casa il trofeo: 2-0 il risultato finale. Anche la finale della manifestazione ’87-’88 fu decisa ai calci di rigore, il PSV Eindhoven si impose 6-5 dopo un match bloccato sullo 0-0 arbitrato dall’italiano Agnolin. Negli anni ‘90 sono due le finale terminate con la lotteria dei rigori: Stella Rossa-Olympique Marsiglia nella stagione ’90-’91, terminata 5-3 per la squadra all’epoca facente parte della Jugoslavia e Ajax-Juventus del 22 maggio del ‘96 all’Olimpico, in cui i bianconeri, in quell’occasione con la casacca “blu” si imposero per 4-2 dopo l’1-1 dei 120 minuti con i goal di Ravanelli e Jari Litmanen.

Derby italiano di Champions deciso ai rigori nel 2003 –

Nell’edizione 2000-2001, la finalissima giocata allo stadio San Siro di Milano il 23 maggio 2001, vede di fronte la sorpresa Valencia di Hector Cùper, contro il più blasonato Bayern Monaco di Ottmar Hitzfeld. La finale è di “rigore” a tutti gli effetti: al penalty di Mendieta risponde quello di Effenberg, per il definitivo 1-1 nei 120 minuti, si va quindi ai calci di rigore dove la squadra tedesca si impone per 5-4 portando a casa il suo quarto titolo. L’edizione di due anni dopo vede lo strapotere del calcio italiano, con ben tre club dello “stivale” in semifinale. La Juventus elimina il Real Madrid, mentre nell’altra semifinale va in scena il derby di Milano, che vede vittoriosi i rossoneri per via del goal siglato “fuori casa” da Andriy Shevchenko, poi pareggiato dal goal di Martins, che fu però inutile. La finale si giocò nella spettacolare cornice dell’Old Trafford di Manchester davanti a oltre 60 mila spettatori che videro i rossoneri conquistare il loro sesto trofeo dopo lo 0-0 dei primi 120 minuti: decisivi gli errori dal dischetto di Trezeguet, Zalayeta e Montero per i bianconeri. I rigori danno, i rigori tolgono, lo sa bene la nostra nazionale di calcio, lo sa bene il Milan: finale di Atene dell’edizione 2004-2005 della Champions, Milan in vantaggio per 3-0 a fine primo tempo, con reti del capitano Maldini e doppietta di Crespo, ma accade l’imponderabile. Il Liverpool getta il cuore oltre l’ostacolo e riesce ad acciuffare il pareggio con le reti di Gerrard che suona la carica, Šmicer e Alonso. Si va ai tempi supplementari, dove Dudek nega un goal a Shevchenko con un autentico miracolo sulla linea di porta, quindi inizia la “sofferenza” dei calci di rigore. Dicevamo che i rigori danno i rigori tolgono e proprio l’autore del penalty decisivo nella finale dell’Old Trafford, questa volta “regala” la vittoria ai Reds: Shevchekno si fa ipnotizzare da Dudek e la coppa va in Inghilterra. Nelle ultime tre finali decise ai rigori, protagonista è stato il Chelsea, che si ha perso nell’edizione 2007/2008 contro i “cugini” del Manchester del giovanissimo Cristiano Ronaldo e si impone invece contro i tedeschi del Bayern di Monaco nel 2011-2012. L’ultima finale terminata ai calci di rigore è il derby tutto madrileno fra Atletico di Madrid del “miracolo” Simeone e il Real Madrid, rivincita della finale del 2013-2014. La coppa va ai blancos capitanati da Sergio Ramos, il risultato finale è 5-3 per le “merengues” dopo l’1-1 fissato dai goal di Ramos e Carrasco.

Come cantava De Gregori, il calcio di rigore è un “particolare” dal quale non si può giudicare un giocatore, anche perché il rigore per sbagliarlo bisogna prendersi la responsabilità di tirarlo. Sicuramente il calcio di rigore è una “sentenza” del calcio in cui fanno la differenza più che la tecnica e l’abilità, le risorse mentali e la concentrazione.

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