derbyderbyderby calcio estero Vitinha dichiara amore al PSG e rifiuta il Real Madrid: “Sarebbe sciocco andare via”
LE DICHIARAZIONI

Vitinha dichiara amore al PSG e rifiuta il Real Madrid: “Sarebbe sciocco andare via”

Francesco Di Chio
Francesco Di Chio
Vitinha sta bene a Parigi. Sempre più voci lo accostano al Real Madrid, ma il centrocampista non ha intenzione di lasciare la Francia. Poi il pensiero sul Pallone d'Oro e sul dibattito tra i migliori centrocampisti del mondo
00:09 min

Vitinha, centrocampista del Paris Saint Germain, è oggetto di molti rumors che lo vorrebbero vicino al Real Madrid. Ma il portoghese, in un'intervista rilasciata alla trasmissione Soltinhos pelo Mundo di Canal 11, allontana queste voci e rilancia, dicendo di non avere intenzione di lasciare il club parigino, con cui ha un contratto che lo lega fino a giugno 2029.

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Vitinha: "Niente Real Madrid, adoro stare a Parigi"

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Accostato insistentemente al Real Madrid, Vitinha è certo di dove si vede nei prossimi anni: "Sarebbe una sciocchezza andarmene! Non credo che sarebbe la scelta migliore per me. Mi sento molto bene qui al PSG". L'affetto dei tifosi è fondamentale per il talento portoghese in questa scelta: "Adoro stare qui al PSG e anche la mia famiglia. Abbiamo un gruppo fantastico e un allenatore incredibile - e continua - Sento che le persone mi apprezzano molto e sento di aver conquistato questo affetto". E non solo il Real Madrid, Vitinha rifiuterebbe anche proposte monstre dall'Arabia: "Sono più concentrato su una carriera stabile. Guadagno già molto bene qui in Europa, in un grande club. Raddoppiare o triplicare quello stipendio non mi renderebbe più felice". A differenza di altri colleghi, al centrocampista non importano solo i soldi, preferisce avere una carriera di livello nel calcio che conta.

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"Non sono il migliore, ma nella top 4"

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A Vitinha è stato chiesto se si sente il centrocampista più forte in circolazione: "Non mi piace dire che sono il migliore. Suona arrogante, perché è sempre solo un’opinione. Ma so di far parte di quel gruppo". Però, curiosamente, ha stilato una top 4: "Pedri? È magico. È spettacolare vederlo giocare. Quando giochi contro di lui, lo capisci ancora meglio. Inserirei anche João Neves e Bruno Fernandes. Loro due, insieme a Pedri e a me. Così non faccio una top tre ma una top quattro. Possiamo giocare in quattro!"

E poi si lascia andare ad apprezzamenti sui suoi compagni, in particolare su Dembelè. Alla domanda sulla vittoria del Pallone d'Oro del francese e sul suo piazzamento: "Quando ho detto che Dembélé era il vincitore legittimo, non l’ho detto tanto per dire. È il nostro pilastro e il nostro leader in campo. È stato decisivo nei momenti chiave e meritava di vincere". Ed infine, sul suo terzo posto: "Sapevo che potevo finire in una buona posizione, ma non mi sono mai imposto troppo. Se fossi finito fuori dal podio, nessuno mi avrebbe visto deluso. Ma ovviamente essere sul podio è stato speciale".