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INTERVISTA

Yaya Touré, che attacco a Guardiola: “Non vedo un uomo, ma un serpente”

Federico Grimaldi
Federico Grimaldi

Yaya Touré su Guardiola: "Quell'uomo mi ha umiliato"

A Manchester leggenda e a Barcellona? Nel club catalano, Yaya Touré iniziò a dimostrare al mondo di cosa fosse capace, ma risultava un po' acerbo - in virtù della giovane età e della poca esperienza. Con Guardiola in panchina poteva essere l'occasione della vita di imparare e di apprendere tutto ciò che avrebbe insegnato. Ma, il tecnico spagnolo, non gli dava spazio. E questo, l'ivoriano, non l'ha mai digerito. Si è sentito "umiliato", come da lui riportato nell'intervista rilasciata al canale Zack su Youtube: "Mi disse: rimani con noi, mi servi. Sei importante per la squadra; poi mi lasciò a marcire in panchina", così Touré su Guardiola dopo il Mondiale del 2010. L'ex tecnico catalano aveva convinto l'ex centrocampista a rimanere, promettendogli spazio e minuti: una promessa che non venne mantenuta.

Touré decise di andarsene e trovò la sua occasione di diventare grande: il Manchester City. Qui divenne una leggenda, e ancora oggi lo è. Ma il finale della storia non è andato come desiderato: l'ivoriano, dal 2016 al 2018, giocò sempre meno, la causa? Proprio Pep Guardiola. L'ivoriano, stanco dell'affronto del proprio tecnico e, ormai vicino a chiudere la carriera, scelse di rimanere in Europa, all'Olympiakos, ma lontano dai ricordi di Manchester. Un addio amaro, che porterà amaramente sempre nel suo cuore. Ed è per questo, che Yaya Touré ha voluto concludere la sua intervista con queste parole marchiate da un pizzico di veleno: "Quando lo vedo, non vedo un uomo, ma un serpente".