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calcio italiano

Alessandro Calori: “Contro la Juve uno Scudetto e la difesa a 3 – El Shaarawy può ancora dire la sua in Italia”

PADOVA, ITALY - SEPTEMBER 10:  Alessandro Calori (L) head coach of Padova and Gianluca Atzori (R) head coach of Reggina before the Serie B match between Padova and Reggina at Stadio Euganeo on September 10, 2010 in Padova, Italy.  (Photo by Dino Panato/Getty Images)

Tanto Perugia e tanta Udinese da calciatore, ricordi padovani da allenatore per Alessandro Calori

Domenico La Marca

Durante il programma "Taca La Marca" in onda su Radio Musica Television è intervenuto Alessandro Calori, ex allenatore di Brescia e Novara ed ex difensore di Perugia ed Udinese tra le tante, il quale si è soffermato sulla ripresa del calcio e su tanti altri temi, ecco quanto emerso: La ripresa: "È una questione contrastante, c'è la voglia di tornare in campo ma allo stesso tempo ci sono tante responsabilità in merito alla salute dei calciatori e non solo. Questo però non riguarda solo il calcio, ma tutti i settori".  Decurtazioni: “Investire nei campionati minori ai tempi moderni non è semplice e quindi bisognerebbe trovare un accordo unico. È il momento giusto per una riforma che possa migliorare il calcio".

Perugia-Juventus: "Quella partita fu un esempio di professionalità, viene ricordata in continuazione, ma personalmente la Juventus sprecò molto mentre noi fummo davvero cinici. C'era un'atmosfera particolare ed era come se avessimo avuto un segnale divino, difatti la partita era iniziata con sole splendente per poi ritrovarci in quel nubifragio". El Shaarawy: "L'ho allenato all'inizio della sua carriera e si vedeva già che aveva grandissime qualità. Non è solo talentuoso, ma è anche un leader, come confermato nella sua esperienza al Milan, nonostante ciò non ha ancora mostrato tutto il suo potenziale. Ritornare nel calcio italiano non è semplice ma può togliersi ancora qualche soddisfazione". Tare: "Il merito principale è di Lotito, che ha deciso di puntare su un ragazzo che piano piano è cresciuto. Ad oggi sta facendo un lavoro straordinario, visto che ha preso tanti talenti a poco prezzo, allestendo una rosa che è molto competitiva".

Trattative mancate: "Mi sarebbe piaciuto fare un'esperienza all'estero ed ebbi un'offerta dal Celtic Glasgow, ma rifiutai perché ad Udine stavamo facendo molto bene. Oggi ho qualche rimpianto, un'avventura all'estero mi avrebbe arricchito culturalmente, speriamo di poterla realizzare da tecnico.” Tonali: "E' un calciatore nato vecchio difatti nonostante la sua giovane età gioca già da 4 anni ad alti livelli. Non è un play e potrebbe fare meglio come centrocampista di inserimento. In tanti lo paragonano a Pirlo ma la somiglianza riguarda solo il fisico. Ha un grande talento e tanti margini di miglioramento". De Paul: "È un giocatore abbastanza atipico, può essere schierato in più ruoli, possiede capacità tecniche importanti. Il salto di qualità lo troverà con la continuità, parliamo di un profilo di grande valore non a caso è un titolare della nazionale argentina. Forse è arrivato il momento per lui di mettersi alla prova in una squadra di livello superiore".

Cragno: "L'ho fatto esordire a 16 anni a Brescia. Non ha grandissima fisicità, ma possiede un'esplosività unica. È un portiere che può diventare il futuro dell'Italia e sicuramente può far parte di un top club". L'aneddoto - “La difesa a 3 della mia Udinese è nata durante una partita contro la Juventus, rimanemmo in 10, causa espulsione di Genaux,  e Zaccheroni ci fece giocare con il 3-4-2, riuscimmo a vincere nonostante l'inferiorità numerica per 3-0 al Delle Alpi contro campioni del calibro di Zidane e Vieri. La sfida successiva fu contro il Parma, incontro che poi vincemmo, dove il mister decise di schierare il tridente pesante Poggi, Bierhoff e Amoroso, continuando a giocare a tre dietro, con questo schema ci siamo tolti tante soddisfazioni.”

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