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IL CAGLIARI DELLO SCUDETTO

Cagliari, Tomasini: “Uno come Riva nasce ogni 100 anni – Il segreto? L’amicizia”

Cagliari, Tomasini: “Uno come Riva nasce ogni 100 anni – Il segreto? L’amicizia”

Un condottiero e una squadra...

Redazione DDD

Giuseppe Tomasini, storico ex difensore del Cagliari che nel 1970 vinse lo scudetto, ha parlato del grande amico e compagno Gigi Riva: ecco le sue dichiarazioni: "Gigi l’ho vissuto sempre, è stato anche mio testimone di nozze ed eravamo sempre insieme. E’ una persona seria e onesta, eravamo tutti in foresteria e il nostro legame è cresciuto tantissimo. Mangiavamo sempre insieme pranzo alle 12:30 e cena alle 19:30, ovviamente gli scapoli della squadra, ma tutti facevamo una vita giusta. Lo Scudetto è l’unione di tutti e tutti erano bravi. Riva dopo l’allenamento ricordo che restava al campo a calciare in porta ad Albertosi, poi la domenica faceva gol: su 10 tiri almeno 9 finivano nello specchio della porta. Era un condottiero, ci aiutava tutti e veniva sempre dietro a saltare di testa con molta umiltà, avere lui in campo ti dava forza e fiducia. Un campione come Gigi Riva nasce ogni 100 anni".

A CagliariNews24, Tomasini ha raccontato i segreti di quella squadra: "Il segreto nostro era la grande amicizia che c’era tra tutti noi. Vivevamo in 6 nella foresteria: io, Riva, Domenghini, Nenè, Nicolai e Zignoli; gli altri 7/8 erano sposati e vivevano per conto loro. Abbiamo creato questa enorme amicizia tra di noi e l’abbiamo trasmessa in campo, ma bisognava avere anche la concretezza di poter vincere il campionato. Lo scudetto non è una cosa semplice da vincere, noi allora ci abbiamo creduto e forse nella stagione 68/69 eravamo anche più forti ma ci mancava la convinzione di poter vincere, che è arrivata l’anno dopo e ci ha permesso di ottenere il tricolore. L’amicizia ci ha sempre legato, eravamo pronti l’uno per l’altro: ricordo a Napoli quando Panzanato fece qualcosa a Gori arrivò subito Nenè a dirgli “ti spezzo le gambe”, eravamo tutti uniti e ci aiutavamo a vicenda dentro al campo. Avevamo amore per questa maglia, nessuno ha mai baciato lo stemma ma l’abbiamo amata con i fatti. L’anno dopo se non si fa male Riva avremmo nuovamente lottato per lo scudetto, l’ambiente sardo è il migliore per giocare a calcio perchè il tifoso cagliaritano non ti fischia, piuttosto che fischiare non va al campo: è un tifoso doc. Fuori dalla foresteria ci incontravamo prima della partita, Scopigno parlava e faceva la tattica, prima di arrivare all’Amsicora vedevi la gente festante andare allo stadio perché era un momento di gioia".

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