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calcio italiano

Ce li riprenderemo tutti: il Covid-19 ha cancellato 75 derby italiani, 2 cittadini e 73 regionali

Impresa della Pro Vercelli sul campo del Novara

Tutti i derby che non si sono giocati in Italia per la pandemia...

Simone Balocco

di Simone Balocco - 

Anche lo sport è stato stravolto dal Covid19. Tutti gli sport, nessuno escluso. Ed è stato il calcio quello che ha avuto più problemi, non tanto per lo stop in sé, ma riguardo alla ripresa della stagione e alla conclusione della stessa. La nostra Serie A è ferma dalla sera del 9 marzo 2020, quando al “Mapei Stadium” si giocò il match di recupero della 26° giornata tra Sassuolo e Brescia con vittoria nero-verde per 3-0: ci ricorderemo per tanto tempo del foglio mostrato da Francesco Caputo dopo il suo gol con la scritta ”State a casa andrà tutto bene”. Il weekend 7-9 marzo ha visto anche in campo per l’ultima volta la Serie B ed il girone C di Serie C, mentre gli altri due gironi della terza serie nazionale si erano fermati il 23 febbraio (anche se tante squadre hanno giocato l’ultima partita il 16 febbraio).

Il lock down ha quindi portato al rinvio di tutti i derby (cittadini e non) tra Serie A e Serie C. Per la precisione due derby cittadini (Torino e Genova), settantatre derby regionali, da Nord a Sud.

Si spera che si possa tornare sul campo al più presto anche se sicuramente sugli spalti non ci saranno spettatori per tanti mesi a prescindere che la stagione si chiuda o meno. Gli stadi (non solo italiani, ma di tutto il Mondo) sono un luogo di assembramento tra le persone e le autorità sanitarie e governative, mancando la distanza sociale di 1-2 metri tra un tifoso e l'altro, nonostante l'obbligo di indossare la mascherina, hanno il timore (concreto) che i contagi possano aumentare di nuovo e rendere vani tutti i successi fin qui raccolti. Per non parlare dei protocolli sanitari cui dovranno essere sottoposti giocatori, staff tecnico e staffe medico.

Ovviamente, va da sé, prima di ogni cosa c'è la salute di tutti noi e poi vengono le nostre passioni, i nostri hobby ed il nostro tifo. Ma speriamo che venga trovata la quadra e che si possa tornare tutti in campo, ma anche tutti sugli spalti. Perché la partita giocata a porte chiuse va bene, ma giocare sempre a porte chiuse danneggia tutti e non solo dal punto di vista economico. Il motivo è chiaro: non c'è sport senza tifo. Se sul ritorno in campo o meno siamo in mano alla politica (calcistica e non), per quanto riguarda il ritorno dei tifosi sugli spalti con cori, sciarpe, bandiere, tifo e arrabbiature varie questo dipenderà anche da noi. E questo significa ancora uscire di casa il meno possibile se non per comprovate situazioni lavorative o di necessità, indossare la mascherina e stare attenti sempre a non sgarrare: è un attimo, per tutti, tornare alla Fase1.

La Fase2 rispetto alla “1” permette qualche libertà in più, ma starà a noi non vanificare tutto. Anche perché vedere gli stadi soli e senza il tifo fa piangere il cuore. E poi anche perché i derby (cittadini, regionali o di altro tipo), senza tifo, cori, passione, bandiere e sfottò non sono veri derby.

 

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