derbyderbyderby calcio italiano Como, Fabregas tuona su Morata: “Se non regge le provocazioni ha sbagliato sport”

L'ACCUSA

Como, Fabregas tuona su Morata: “Se non regge le provocazioni ha sbagliato sport”

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Fabregas ha commentato senza peli sulla lingua la gara persa dal Como contro la Fiorentina. Su tutte le dichiarazioni, però, a colpire di più sono quelle su Morata, caduto nella trappola della provocazione.
Francesco Lovino
Francesco Lovino Redattore 

L'1-2 inflitto dalla Fiorentina al Como è stata una batosta sui sogni Champions della squadra di Fabregas. Una gara in cui non ha funzionato molto, quasi tutto, a partire dall'atteggiamento, stando alle parole dell'allenatore nel post-partita. Al netto, tuttavia, dell'analisi sullo svolgimento del match, a sorprendere è come sia stato commentato l'episodio che ha visto coinvolto Morata, espulso all'89° minuto, con le dure parole nel post partita di Fabregas sul suo giocatore.

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Fabregas a gamba tesa su Morata

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Nel giro di pochi secondi l'attaccante ex Juventus ha ricevuto una doppia ammonizione che ha impedito ai suoi compagni di chiudere la partita in parità numerica. Sebbene mancassero pochissimi minuti, per Fabregas non ci sono scuse sulla mancata capacità di comprendere l'importanza del momento.

Così, a tal proposito, sullo spagnolo è intervenuto ai microfoni di DAZN: "La provocazione fa parte del calcio, chi non può vivere con la provocazione faccia un altro sport. Da un giocatore di esperienza come lui mi aspetto molto di più. Non dobbiamo comunque trovare alibi e quello che fanno gli altri in campo non ci deve importare". Insomma un messaggio forte e chiaro che ha lanciato al connazionale.

Il commento sul match

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Ciò che più ha colpito Fabregas è stato vedere i suoi ragazzi non aver colto quanto la partita potesse indirizzare la stagione dati gli altri scontri diretti nelle zone nobili della classifica: "Mi fa arrabbiare che non sono riuscito a far capire ai ragazzi l'importanza della partita, ho fatto vedere a loro la mia esperienza da calciatore in settimana, forse troppo, ma non è bastato. Siamo una squadra giovane. Nel secondo tempo non c'è stata una partita di calcio, tralasciando questo la partita si deve vincere con la motivazione e l'energia giusta, dopo una grande vittoria. Mi sento male come allenatore oggi perché non sono riuscito a trasmettere questo ai miei ragazzi". Dopo il mea culpa ecco l'ultimo avviso per la squadra: "Abbiamo sbagliato nell'atteggiamento e dobbiamo mostrare voglia ed essere più bravi ad attaccare per fare il nostro gioco".