Dalle parti del biscotto krumiro: lo Scudetto del Casale, la punta del “Quadrilatero”, compie 106 anni!

Dalle parti del biscotto krumiro: lo Scudetto del Casale, la punta del “Quadrilatero”, compie 106 anni!

Giornata storica per il Casale e per il calcio piemontese

di Simone Balocco

di Simone Balocco –

Casale Monferrato è una cittadina di 33mila abitanti nella Provincia di Alessandria di cui è il secondo centro più abitato dopo il capoluogo. Bagnata dal fiume Po, la città è nota per essere la capitale del Monferrato e patria del biscotto “krumiro”. Calcisticamente, la squadra della città, il Casale, ha chiuso questa stagione al terzo posto nel girone A di Serie D. La squadra monferrina, che gioca le partite interne allo stadio “Natale Palli”, manca dal professionismo dalla stagione 2012/2013 ed il motivo è dovuto al fatto che la squadra ha dovuto affrontare negli ultimi anni diverse crisi societarie che l’hanno portata a giocare nelle serie dilettantistiche. Ma dal punto di vista della storia del calcio, il Casale è nettamente superiore a tante squadre che oggi militano tra la Serie A e la Serie C. Ed il motivo è facile: queste squadre non hanno mai vinto lo scudetto, cosa che il Casale invece ha vinto. Lo sprovveduto trasecolerà nel leggere queste righe, ma è così: nella stagione 1913/1914, la squadra casalese ha vinto il suo primo (e finora unico) titolo nazionale. Era il 12 luglio 1914, 106 anni fa. Ed in questi 106 anni, il calcio è cambiato radicalmente, ma il Casale è ancora oggi la prima squadra (in ordine di tempo) ad aver vinto il titolo non essendo espressione di una città capoluogo di provincia o di regione: dopo di lui, nel 1922, un’altra piemontese, la Novese, vincitrice del campionato FIGC.

Il Piemonte è a oggi la regione italiana non solo ad aver vinto più scudetti (51), ma quella che ha visto più squadre vincere titoli nazionali (cinque squadre). Una di queste cinque è stata la “causa” della nascita del Casale, la Pro Vercelli: le due cittadine distano tra loro poco più di venti chilometri e sono rivali da sempre, fin dai tempi medievali e la rivalità ancora oggi è ancora molto sentita. Partiamo dal 1905, quando nacque il primo nucleo del Casale attraverso la Robur, ma questa ebbe vita breve poiché in città destava poco interesse il football. L’anno di grazia è il 1909, quando un docente dell’istituto tecnico “Leardi”, Raffaele Jaffe, decise di creare la prima vera squadra di football a Casale Monferrato: il Casale.. Poco tempo prima Jaffe fu convinto dai suoi allievi a dirigersi presso il paese di Caresana, a metà strada tra Casale e Vercelli, a vedere una partita di calcio. Jaffe, dubbioso, accettò l’invito, si recò nel piccolo comune della Bassa vercellese e vide quella partita. Per lui fu un’illuminazione: doveva nascere anche a Casale una squadra di calcio. Il Casale nacque il 17 dicembre 1909 dentro l’istituto “Leardi” e a capo vi fu lo stesso Jaffe insieme al preside dell’istituto casalese. Quale colore sociale doveva avere la nuova squadra? La vecchia Robur aveva la maglia nera con due cordini (rosso e verde) sulla maniche: quella nuova fu confermata nera con una stella bianca cucita con uno spillo sul petto. Il nero fu scelto perché doveva contrapporsi ai rivali della Pro Vercelli che avevano la maglia bianca. Anche la mascotte fu contrapposta: il cinghiale contro il leone.

La squadra si iscrisse, nella stagione, 1909/1910, al campionato di Terza categoria e lo vinse. Chiese la promozione in Prima categoria (la “nonna” dell’attuale Serie A), ma venne respinta dalla Federcalcio. La stagione successiva giocò in Seconda categoria, classificandosi al secondo posto nel girone dietro alla Pro Vercelli. I nerostellati chiesero ancora una volta l’accesso alla Prima categoria: se avessero sconfitto in uno spareggio i milanesi della US Libertas si sarebbero iscritti al principale campionato calcistico dell’epoca. La squadra vinse e finalmente ebbe accesso alla Prima categoria, dove in due campionati ottenne un sesto posto nel girone piemontese ed il quarto nel girone finale. La squadra iniziava a diventare sempre più forte ed il 14 maggio 1913 fece un vero e proprio exploit: al campo “Priocco” sconfisse 2-1 (con reti di Varese e Garasso) gli inglesi del Reading, in Italia per una serie di partite amichevoli. La squadra biancoblu sconfisse Genoa, Pro Vercelli, ed addirittura la Nazionale italiana: l’unica sconfitta fu proprio contro la squadra del presidente Simonotti. Il campionato entrante, per il sodalizio di Jaffe, fu un campionato esaltante: i nerostellati passarono il girone ligure-piemontese insieme al Genoa, lasciando alle spalle, per un punto, la Pro Vercelli, campione d’Italia in carica. La seconda fase del campionato vide Gallina e compagni gareggiare nel raggruppamento Nord-Italia: la vincitrice del girone avrebbe affrontato nella finalissima la vincente del girone centro-meridionale. Ed allora vincere il girone del Nord dava la certezza di vincere poi, in partita di andata e ritorno, il titolo nazionale in quanto il divario tecnico tra le squadre del Nord e le altre era troppo evidente.

Il Casale vinse il girone superando Genoa, Inter, Juventus, Vicenza e Verona e si qualificò per la finale. A contendergli il titolo, la Lazio di Guido Baccani. I piemontesi erano alla loro prima finale, i capitolini alla seconda consecutiva La partita fu giocata in partite di andata e ritorno al “Priocco” e a Roma nei pressi di Villa Borghese. Nel primo match, il Casale strapazzò gli avversari per 7-1 con doppiette di Varese e Ravetti e reti di Ferraris, Gallina e Mattea con l’intermezzo biancocelesti di Zucchi. Al ritorno, la squadra nerostellata vinse 0-2 con un’altra rete dei bomber Varese e Ravetti e si aggiudicò il titolo In città fu festa grande: Casale era diventata come Genova, Milano, Torino e soprattutto Vercelli. Era diventata campione d’Italia ad appena cinque anni dalla sua fondazione. I giocatori del Casale divennero idoli e alcuni di loro ricevettero le prime convocazione in Nazionale, ovvero Barbesino, Parodi, Gallina, Mattea e Varese. Però da allora il Casale ha sempre tribolato: pesò sempre il fatto non potersi permettere di tenere i giocatori forti e li dovette cedere alla squadre più blasonate, oppure non permettersi di acquistare i giocatori più forti al contrario delle avversarie.

Nel 192o/1921 fu inserito nella Prima divisione e nel 1926/1927 in Divisione nazionale. Il Casale nel 1929/30, nel primo campionato a girone unico, giocò in Serie B, salendo subito in Serie A e giocandovi quattro stagioni consecutive. La stagione 1933/1934 è a oggi l’ultima giocata in massima serie per il Casale e a oggi i nerostellati detengono due primati: sono la squadra che non vince da più tempo il campionato (106 anni, appunto); sono la squadra che manca da più tempo in Serie A (86 anni). E in questa “classifica” dietro di lui c’è la Pro Vercelli che il titolo non lo vince da 98 anni e che non gioca in Serie A da ottantasette. L’ultima stagione del club nerostellato in Serie B fu nella stagione 1946/1947: da allora, la squadra ha giocato in Serie C, Serie C1, Serie C2, Lega Pro II divisione e nelle serie dilettantistiche. Nel 1944 la squadra perse il suo fondatore, Raffaele Jaffe, poiché, di origine ebraica, fu internato nel campo di concentramento di Auschwitz ad inizio agosto del 1944 morendovi pochi giorni dopo. Aveva 67 anni e non gli servì essere diventato cattolico a seguito del matrimonio con una donna cattolica prima che scoppiasse la guerra: fu arrestato il 16 febbraio 1944, il 6 agosto morì.

Nonostante siano anni che il club monferrino non gioca ad alti livelli, hanno vestito la gloriosa maglia nerostellata, tra gli anni Quaranta e Duemila, molti giocatori che poi giocarono ai massimi livelli nazionali: da Garella a Francioso, da Marocchino a Biato, da Pavoletti a Mero e Zoratto. La Nazionale italiana campione del Mondo nel 1934 aveva in rosa due ex giocatori del Casale: Umberto Caligaris (nativo proprio di Casale) e Eraldo Monzeglio, allora in forza a Juventus e Bologna. Il Casale è stato una delle punte del quadrilatero piemontese del calcio insieme alle rivali Pro Vercelli, Novara e Alessandria e sono anni che non gioca più contro di loro in campionato. Contro le “cugine” del calcio più forte d’Italia tra gli anni Dieci e Venti dello scorso secolo, il Casale non disputa derby, rispettivamente, dal 2006 (Pro Vercelli), dal 1993 (Novara) e 2013 (Alessandria). Il Casale è storia di un calcio di provincia, di campanile. Un calcio ruspante che non potrebbe esistere nel calcio di oggi, che tutto è tranne ruspante. E’ la storia di un calcio che non c’è più, di una squadra nata perché il suo fondatore lo ha scoperto grazie ai suoi allievi. E’ una storia di una città intera che vive per “al so Casal”. E’ la storia del Casale campione d’Italia. Sette anni fa il secondo fallimento a distanza di venti anni dal primo che ha portato la squadra a ripartire dalla Promozione, sesto livello del calcio nazionale che la vide giocare, un solo anno, con squadre di paesi limitrofi al grande centro monferrino.

Quest’anno ha giocato in Serie D insieme alle nobili decadute Lucchese (la terza squadra che manca da più tempo in Serie A, da sessantotto stagioni) ed Vado (la prima vincitrice, nel 1922, della prima edizione della Coppa Italia). Quel titolo vinto 106 anni rimarrà scolpito per sempre, nelle generazioni future, di tutti i casalesi e di tutti gli appassionati del calcio di provincia.

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