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Ex Brescia, Victor Hugo Mareco mette all’asta le maglie di una vita per aiutare i poveri del Paraguay

TURIN, ITALY - MARCH 20:  Alessandro Matri of Juventus (R) in action against Victor Hugo Mareco of Brescia Calcio during the Serie A match between Juventus FC and Brescia Calcio at Olimpico Stadium on March 20, 2011 in Turin, Italy.  (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)

Manca solo la maglia di Redondo...

Domenico La Marca

Durante il programma “Taca La Marca”, in onda su Radio Musica Television, è intervenuto Victor Hugo Mareco, ex difensore di Brescia e Verona tra le tante, il quale si è soffermato sulla sua seconda iniziativa benefica per il popolo paraguaiano e su tanti altri temi, ecco quanto raccolto:

Seconda asta benefica: “La prima asta è andata abbastanza bene, abbiamo aiutato tantissima gente. Purtroppo non possiamo sostenere tutti, lo facciamo nel limite delle nostre possibilità. Dalla precedente iniziativa sono avanzate un po’ di maglie da collezione, pertanto abbiamo deciso di proporre una nuova asta. Abbiamo inserito la maglia di Camoranesi della Juventus quando era in Serie B, di Burdisso della Roma, di Gamarra dell’Inter e quella di Roberto Baggio, bianca con la sua firma. Ci sono inoltre le divise di Rivaldo, Cassano e Panucci”. Com’è nata l’idea: “Io e mia moglie ci occupiamo di cani e gatti randagi, ai quali cerchiamo di trovare una casa, nel nostro operare ci siamo imbattuti in tante persone che vivono di stenti. Pertanto ho deciso di attivarmi mettendo all'asta le mie maglie, oggetti che hanno una storia, ma personalmente preferisco fare del bene, ha prevalso il cuore."

De Biasi: “Quando De Biasi è venuto a Brescia ero molto giovane. Parliamo di un tecnico molto capace, che mi ha dato fiducia, insegnandomi tanto. Se un giorno vorrò fare l’allenatore, avrò sempre a mente i suoi insegnamenti." Roberto Baggio: “Eravamo molto rispettosi nei suoi confronti; era un esempio ed un vero professionista. Al di là degli infortuni, era sempre il primo a lavorare e a trascinare gli altri. Quando andava in campo faceva la differenza in tutto, cambiava il volto delle partite. Per questo motivo in allenamento nessuno entrava duro su di lui. Mancato Mondiale del 2002? Baggio si fece male a Parma però riuscì a recuperare in tempi record: lui ci teneva tanto ad andare al mondiale e ci doveva essere secondo me, la scelta l’hanno fatta altri. Per noi era un onore averlo in squadra”.

Sullo scambio delle maglie: “Con i miei compagni di squadra ci accordavamo prima, poi chi era più sveglio riusciva a scambiare la maglia con il big di turno. Ricordo che giocammo contro il Milan in casa al Rigamonti, io ero in panchina e volevo la maglia di Redondo, l’ho sempre ammirato come calciatore sin dai tempi del Real Madrid; però a fine partita sono stato anticipato sul tempo. Peccato che quando è arrivato in Italia era spesso infortunato; aveva una classe infinita, a tratti sembrava che non correva, giocava da fermo. Successivamente chiesi la maglia a Rivaldo, lui accettò senza problemi. Non riuscivo a crederci”.

Zeman: “Ricordo che avevamo Maran, un allenatore spettacolare. Non so perché Corioni lo esonerò, successivamente ci comunicarono che sarebbe arrivato Zeman; eravamo tutti ansiosi perché pensavamo ai gradoni e ai vari allenamenti faticosi. Il primo giorno ci pesò tutti, poi passammo ai gradoni. Durante le sue sedute non pensava mai alla difesa,  ci ripeteva sempre di stare tranquilli, se gli avversari erano in grado di fare due reti noi potevamo tranquillamente farne tre...”. Futuro di Mareco: “Voglio tornare in Italia, vorrei confrontarmi con i giovani e trasmettere la mia esperienza. Un giorno mi piacerebbe allenare ad un buon livello."

 

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