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IL GIORNO DOPO

Franco Selvaggi difende gli azzurri: “Calo di attenzione, ma basta con disfattismo e negatività!”

BELFAST, NORTHERN IRELAND - NOVEMBER 15: Conor Washington of Northern Ireland sees his late effort blocked by Francesco Acerbi and Leonardo Bonucci during the 2022 FIFA World Cup Qualifier match between Northern Ireland and Italy at Windsor Park on November 15, 2021 in Belfast, Northern Ireland. (Photo by Charles McQuillan/Getty Images)

Il campione dell'82 vede ancora la nostra Nazionale pienamente in corsa per i Mondiali

Redazione DDD

Riguardo all’andamento zoppicante della Nazionale Italiana, la redazione di DerbyDerbyDerby.it ha intervistato in esclusiva Franco Selvaggi, campione del mondo con gli azzurri nel 1982. Ti aspettavi un epilogo di questo tipo da parte della Nazionale? “Non capisco tutto questo disfattismo adesso!”. Ossia? “A luglio sembravamo la Nazionale più forte del mondo, adesso tutti a dare contro: ci vuole equilibrio! Poi mica non siamo qualificati ai mondiali…”.

 (Photo by Maurizio Lagana/Getty Images)

Ci sono, tuttavia, gli spareggi, che paiono assai ostici…“Li giocheremo e vedremo cosa capiterà. Nessuno ci ha eliminati dal mondiale. Non capisco tutta questa negatività”. A tuo giudizio la Nazionale Italiana ha limiti concreti? “Secondo me Mancini ha fatto un miracolo a luglio, con una squadra sicuramente buona, ma forse eccessivamente sopravvalutata…”. Domanda cattiva: anche Jorginho è sopravvalutato? “Avesse segnato il rigore con la Svizzera nessuno avrebbe detto niente, ora per tutti è improvvisamente scarso. Il calcio è anche fatto di episodi”. Come giudichi, tuttavia, la mancata qualificazione mondiale nell’immediato, dopo un Europeo sontuoso? “C’è stato un calo d’attenzione generale. E’ normale: non puoi vincere sempre, nel calcio come nella vita”. All’Italia manca un centravanti? “All’Italia mancano più giocatori di qualità. Sono stato tanti anni nelle nazionali giovanili italiane: giovani bravi ne abbiamo, però preferiamo sempre gli stranieri. Con questo ragionamento è dura competere con gli altri. In Inghilterra, se sei pronto, ti buttano subito nella mischia”.

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