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Massimo Palanca applaude il Belgio per lo stop al calcio e critica la difesa del Napoli: “Koulibaly è troppo istintivo”

Massimo Palanca e la maglia del Napoli cui è ancora molto legato

Il re dei calci d'angolo, Massimo Palanca: le sue parole e i suoi ricordi

Domenico La Marca

Durante il programma “Taca La Marca”, in onda su Radio Musica Television, è intervenuto Massimo Palanca, ex calciatore di Catanzaro e Napoli, il quale si è soffermato sullo stato di crisi del calcio e su tanti altri temi, ecco quanto raccolto:

La ripresa: "Questa è una situazione straordinaria, non si possono fare confronti con altri eventi successi in passato. Bisogna salvaguardare la salute umana e poi si può parlare di ripresa. Se non si finisce il campionato non è la fine del mondo, per questo bisognerebbe metterlo in secondo piano". Decurtazioni: "Bisogna trovare il giusto compromesso, i giocatori e le società devono ammorbidirsi. Gli interessi sono solo delle squadre maggiori, inoltre non c'è una linea univoca in Europa visto che i problemi sono simili in tutte le nazioni. Ho ammirato il Belgio per la decisione presa all'unanimità di sospendere definitivamente il campionato, nonostante le pressioni dall'Uefa". Milik-Juve, Icardi-Napoli: "Non mi meraviglierei più di nulla, non esistono più le bandiere di un tempo e i calciatori si muoveranno sempre per il denaro ed andranno in squadre che offriranno di più".

Trattativa Napoli: " La trattativa fu molto semplice, dopo 7 anni che giocavo al Catanzaro volevo provare una piazza diversa, ebbi l'offerta del Napoli che accettai immediatamente e volentieri. Purtroppo non è andata come volevo, è il mio più grande rammarico della mia carriera. I tifosi nonostante le difficoltà e gli infortuni mi hanno sempre voluto bene e mi hanno sempre sostenuto". La scelta della punta centrale per il Napoli: "Il problema per il Napoli non è in attacco ma bensì nel reparto arretrato. Koulibaly è stata una sciagura, non è affidabile ed è molto istintivo per la squadra. I campionati si vincono con le retroguardie forti, i centravanti di un certo livello sono più facilmente reperibili sul mercato rispetto ai centrali di un certo spessore." Aneddoto con Mazzone: "Il mio rapporto con Mazzone, che reputo uno dei migliori allenatori italiani, è speciale. Con lui lavoravamo sodo e dal venerdì si entrava in clima partita ed era ingestibile. I gol alle romane capitavano sempre in periodi in cui sia la squadra che io giravamo al meglio. La tripletta alla Roma la feci con Mazzone in panchina e con quella prestazione lo rendemmo molto felice".

Somiglianze con un calciatore: "Fino al 2005 ho fatto l'osservatore per le nazionali e a Parma vidi un giocatore in cui mi immedesimavo ed era Giuseppe Rossi, mi dispiace molto per come ha dovuto concludere la carriera". Il calcio d'angolo: "Non avendo un fisico possente dovevo arrangiarmi in altro modo, soprattutto sfruttando i calci da fermo. È un colpo che è entrato nella fantasia delle persone, visto che in pochi tiravano direttamente dalla bandierina e ho fatto anche diversi gol". Ricordi di Catanzaro: "Era l'unica squadra a giocare in Serie A da Napoli in giù, visto che il calcio dei grandi si fermava in Campania. Tutte le persone del sud venivano in Calabria per assistere a grandi sfide. Al Catanzaro devo tutto, sono cresciuto molto, ho tanti affetti lì e ricordi importanti, mi è entrato nel cuore".

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