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calcio italiano

Sasa Bjelanovic: “Rrahmani? Ero scettico, fondamentale Juric – Olmo era troppo giovane per andare al Milan”

Pensieri e parole sul calcio italiano e i suoi giovani

Le parole del direttore sportivo ed ex calciatore di Lecce, Ascoli e Genoa

Domenico La Marca

Durante il programma “Taca La Marca”, in onda su Radio Musica Television, è intervenuto Saša Bjelanović, direttore sportivo ed ex calciatore di Lecce, Ascoli e Genoa tra le tante, il quale si è soffermato sullo stato di crisi del calcio e su tanti altri temi, ecco quanto raccolto. La ripresa: "Razionalmente converrebbe aspettare e prepararsi per la prossima stagione, ma il cuore vuole rivedere il calcio giocato. La cosa più importante è che ci sia la sicurezza, visto che un futuro stop potrebbe mettere in crisi il campionato corrente e quello seguente". Decurtazioni: "Nella mia carriera ho giocato in tutte le categorie, dalla Serie A alla C e sono completamente diverse. Nella massima serie ai calciatori non manca niente, mentre nelle categorie inferiori gli stipendi sono molto bassi. Bisogna trovare degli accordi individuali". Ismajili: "L'ho avuto per quattro anni all'Hajduk e l'ho visto crescere. È un profilo molto interessante, può benissimo giocare nelle squadre della parte destra della classifica in A. Gli manca un pò di intelligenza tattica che caratterizza il calcio italiano e meno i campionati esteri, ma ha grandi margini di miglioramento".

Rrhamani: "In passato ero scettico anche su Rrhamani, non mi sarei mai aspettato un suo exploit. La presenza di Juric è stata importante per lui. Ha tanta voglia di lavorare e di mettersi in gioco. Sono molto contento di quello che sta facendo, è una dimostrazione che nel calcio non serve dare dei giudizi a priori, visto che l'anno prossimo lo vedremo a Napoli". Immobile: "Ciro è un grande giocatore e rappresenta il profilo dell'attaccante futuro. Nelle prossime sessioni di calciomercato si cercheranno sempre di più calciatori con caratteristiche come le sue. Quello che sta facendo alla Lazio è un qualcosa di eccezionale e allo stesso tempo difficile da ripetere". Marin della Dinamo Zagabria: "La Dinamo Zagabria opera molto bene, valorizzando tanti giovani. Il club ha la forza di vendere a caro prezzo i propri giocatori. Marin negli ultimi mesi non ha avuto lo sviluppo che tutti s'aspettavano, ma è un 2001 e può migliorare molto. La Dinamo non vorrà venderlo subito, ma cercherà di farlo crescere per ottenere il massimo dalla sua cessione."

Olmo-Milan: "Lo vedrei bene al Milan, ma per la sua crescita andare al Lipsia è stata la scelta giusta. Non si è subito imposto in Bundesliga, ma è normale, visto che non è mai semplice  affrontare un nuovo campionato quando si è così giovani. Mi farebbe piacere vederlo in futuro in Italia". Esperienza italiana: "Ho cambiato troppe squadre e non solo per scelta mia, come avvenne nei primi anni della mia carriera italiana. Sono orgoglioso di aver giocato tanto tempo in Italia anche se potevo fare qualcosa in più. Mi sarebbe piaciuto fare qualche esperienza anche in altri paesi europei". Ascoli: "Quell'anno l'Ascoli fu una vera e propria sorpresa con Giampaolo allenatore, fu creata una squadra con tanti giocatori alla ricerca di riscatto e giovani alle prime esperienze. Nessuno si sarebbe aspettato una nostra salvezza, ma la nostra forza era la voglia di dimostrare tutta la nostra qualità sul campo e soprattutto la presenza di un tecnico di valore come Giampaolo".

Il segreto di Zeman: "Mi sono trovato benissimo con lui, mi ricordo ancora tutti i movimenti che mi chiedeva. Quell'anno insieme a Bojinov e Vucinic facemmo faville, visto che una volta acquisiti i suoi meccanismi riusciva  così naturale creare tantissime occasioni da gol".

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