Countdown Giampaolo sì, Countdown Giampaolo no: il Milan dopo Torino

Countdown Giampaolo sì, Countdown Giampaolo no: il Milan dopo Torino

Subito Milan-Fiorentina nell’agenda rossonera

di Redazione DDD

di Mattia Marinelli –

Ci sono molte differenze fra il Milan immusonito e ingolfato di aprile che aveva perso 2-0 a Torino senza colpo ferire e quello che stava meritando la vittoria e che si è distratto per quattro minuti ieri sempre sul campo dei granata. Ottime le prove di Leao e Bennacer, ma non bastano ancora se dietro c’è troppo spazio e poco cemento.

Un rigore di Piatek aveva lanciato i rossoneri, doppietta di Belotti però nella ripresa e gioia per i granata che agganciano il 4’ posto. Sono state di più le occasioni da rete rossonere, ma il Torino ha sfruttato meglio le sue. Il vantaggio per il Milan al riposo era pienamente legittimo. Guida è stato bravo a dare subito il rigore al Milan (il fallo di De Silvestri è netto, discuterlo ha davvero poco senso). E’ invece irregolare l’azione che ha portato all’1-1 di Belotti. Guida ha fischiato 34 falli, con 9 ammoniti e 1 espulso.

Giampaolo: secondo alcuni ora è più debole ed è a rischio con Spalletti alla porta, secondo altri no. L’incubo è durato quattro minuti, durante i quali il Milan ha buttato via una partita che sembrava già vinta. I rossoneri hanno giocato bene andando in vantaggio col rigore di Piatek, Poi il Gallo. Le emozioni finali sono state di Kessie che spara alle stelle da pochi passi, mentre Sirigu fa un miracolo di Sirigu sull’attaccante polacco che aveva girato di testa a colpo sicuro. Da azzardo a bella sorpresa, Rafael Leao si è guadagnato la fiducia di Marco Giampaolo. L’acquisto più costoso della campagna acquisti estiva del Milan si sta confermando una scommessa vinta. Una nota lieta in una serata di totale delusione e amarezza in casa rossonera.

“Il miglior Milan della mia gestione”, ha detto Giampaolo, il club convinto: non è in discussione. E’ tutta una questione di tempo e come Giampaolo sa, le lancette sulla panchina rossonera scorrono più velocemente. I risultati devono cambiare, ma non è iniziato un countdown sulla panchina milanista.

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