Dalla Roma alla Spal, palle inattive: il Milan ha cambiato posizioni e marcature

Dalla Roma alla Spal, palle inattive: il Milan ha cambiato posizioni e marcature

Palle inattive e marcature: il Milan prova ad invertire la tendenza. Un marcatore in più e Piatek a zona, le novità rispetto alla gara dell’Olimpico

di Redazione DDD

di Max Bambara –

In questa fase stagionale delicata per il Milan, la testa dei giocatori conta molto di più del solito e gli stati umorali diventano indicativi ed a volte persino determinanti. La testa d’altronde, nel calcio, pesa davvero tantissimo. Due grandi giocatori del Milan del passato (curiosamente anche allenatori del Milan una volta smesso di giocare) senza la forza mentale probabilmente non si sarebbero mai imposti ad alti livelli. Parliamo di Filippo Inzaghi e di Rino Gattuso. Sottovalutare pertanto l’importanza della psicologia nel calcio non è possibile. In questo momento poi, dove gli errori diventano macigni sulle spalle dei giocatori del Milan e dove i fischi si trasformano in pietre, Stefano Pioli ha pensato che l’unico modo per dare un contributo fattivo a questa squadra fosse quello di limitare al minimo errori e conseguenti situazioni di disagio.

Nella partita contro la Roma, all’Olimpico, il Milan aveva compromesso la sua partita a causa di un errore di marcatura su una palla inattiva. Molti hanno evidenziato anche in maniera abbastanza netta l’errore di Kessie nella marcatura di Dzeko, autore del gol del vantaggio giallorosso. L’errore del giocatore africano in effetti c’è, ma non è l’errore chiave nella dinamica di quell’azione. Il vero errore da matita blu lo commette semmai Andrea Conti, il quale perde visivamente Mancini, bravo a spizzare di testa sul primo palo una palla che diventa comoda comoda per il centravanti bosniaco della Roma. Sui corner, la marcatura del giocatore che va a spizzare è quella decisamente più importante, perchè sul tocco del giocatore spizzante saltano tutte le marcature, in quanto è praticamente impossibile prevedere la traiettoria della palla.

Non esiste un tempo tecnico per pensare, tempo che invece c’è quando viene battuto un corner, dato che i giocatori possono prevedere il tipo di traiettoria a seconda che vada a battere un mancino oppure un destro. Kessie ha commesso l’errore di perdere l’uomo quindi, ma l’errore maggiormente impattante su quel tipo di azione è quello di Conti. Nel secondo tempo inoltre, ben altre due volte la squadra giallorossa è andata vicina al gol con Smalling prima e con Mancini poi. In entrambi i casi era saltata completamente la marcatura. Il Milan ha visto cambiare sul piano umorale e sul piano della sicurezza la sua partita in conseguenza di quel primo gol preso. Se si rivedono con attenzione i primi 37 minuti di quella gara d’altronde, si noterà una squadra applicata, magari non eccezionale nella proposizione del gioco, ma attenta e vigile su ogni situazione.

Dovendo giocare soltanto quattro giorni dopo contro la Spal (squadra particolarmente abile su situazioni da palla ferma), Pioli ha pensato di preparare meglio le situazioni da palla inattiva contro, riconoscendo implicitamente di aver sbagliato alcune valutazioni su alcuni accoppiamenti della partita precedente. E così al primo corner per gli spallini si son potute notare parecchi cose nuove. Innanzitutto gli uomini a zona: contro la Roma erano stati Biglia e Romagnoli. Nella gara di giovedì sera, Pioli ha invece pensato di riportare Romagnoli fra i marcatori puri (affidandogli il giocatore più alto degli avversari, cioè Vicari) e di far scendere Piatek a dare una mano come marcatore a zona. Il giocatore deputato a spizzare il pallone sul primo palo nella Spal, di solito è Thiago Cionek. A chi ha affidato Pioli questa marcatura? Ad uno dei due migliori marcatori della rosa rossonera, ossia il brasiliano Leo Duarte, mentre l’altro marcatore principe (Musacchio) ha preso Petagna.

La scelta relativa alla titolarità del giocatore brasiliano pertanto, oltre che in ottica di equilibratura difensiva in situazioni dinamiche (le salite di Hernandez a sinistra), è stata fatta anche per ragioni di tenuta difensiva su situazioni di palla inattiva. Calabria infatti non è un giocatore accoppiabile in questo tipo di situazioni per ragioni meramente fisiche e ciò priva il Milan del classico sesto marcatore che, contro le squadre strutturate, può essere un grosso problema. Non a caso, anche contro la Lazio è facilmente ipotizzabile che Pioli riprovi questo tipo di soluzione. Parliamo chiaramente di situazioni di dettaglio ma, soprattutto in momenti delicati della stagione, sono proprio i dettagli a fare la differenza e bene ha fatto pertanto Pioli a lavorare su questa situazione alternativa sulle palle inattive.

Siamo convinti infatti che il Milan di Roma, senza il gol balordo preso nel primo tempo, la gara non l’avrebbe persa. In questo momento non siamo mentalmente forti ed il nostro livello di reazione agli errori è molto basso. Pioli, agendo quasi da buon padre di famiglia, ha colto questa evidente difficoltà ed ha provato a mettere qualche copertura in zone dove è preferibile che l’acqua non cada. In certi momenti, bisogna ragionare pensando in negativo per prevenire i pericoli. Per usare una metafora cara ai contadini, verrà anche il tempo del raccolto; oggi però conta molto ciò che si semina e, nell’analisi di una partita vinta senza voli pindarici, è importante dare i meriti all’allenatore per situazioni poco visibili ma che, implementate nel roster della stagione, possono diventare particolarmente preziose.

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