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Il Milan è all’inizio del girone di ritorno e, sotto la guida di Massimiliano Allegri, sta progressivamente trovando una propria identità di gioco, pur con la possibilità di qualche aggiustamento tattico. Alla vigilia del recupero contro il Como, però, nasce una domanda intrigante: come sarebbe cambiato il Milan se sulla panchina fosse arrivato Cesc Fabregas?
Lo spagnolo è protagonista di una stagione straordinaria alla guida del Como: tre vittorie consecutive, seconda miglior difesa del campionato e una classifica che vede i lariani pienamente in corsa per il quarto posto. Numeri che raccontano il miglior Como di sempre, costruito su una rosa profonda e su un’idea di calcio chiara e moderna, capace di trasformare l’obiettivo Champions in qualcosa di sempre più concreto. Portare questo modello a Milanello avrebbe significato una svolta profonda. Fàbregas avrebbe potuto introdurre una mentalità europea, maturata con allenatori come Guardiola, Wenger e Mourinho, basata su possesso intelligente, ritmo e letture tattiche raffinate. Un Milan probabilmente schierato con il 4-2-3-1, difesa a quattro e una gestione diversa dei talenti offensivi, Leao compreso.
Una scelta affascinante ma anche rischiosa, perché allenare il Milan comporta pressioni e aspettative immediate molto diverse da quelle di Como. Sarebbe stata una scommessa di visione, orientata alla costruzione di un’identità chiara nel tempo. Ora però il presente si chiama Massimiliano Allegri, ed è da qui che il Milan deve guardare avanti. <<<CONTINUA A LEGGERE SU MILANISTI CHANNEL>>>
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