Il monumento Buffon in panchina: la sicurezza Szczesny ne risente?

Il monumento Buffon in panchina: la sicurezza Szczesny ne risente?

Portieri Juve, analisi dopo l’errore di Brescia

di Redazione DDD

di Consuelo Motta –

Non eravamo abituati a vederlo da questa prospettiva. Wojciech Szczesny, da quando è approdato in Italia, prima alla Roma e poi alla Juventus, ha sempre mostrato le sue doti migliori. Il portiere polacco ha messo da parte, già da qualche anno, le insicurezze che lo hanno accompagnato sin dalla giovane età: all’Arsenal sotto la guida di Arsene Wenger non ha mai convinto pienamente lasciando fin troppo spazio ad Ospina, suo secondo. E adesso, dopo la consacrazione, pare che qualcosa stia minando le sue certezze.

Il 29enne in Serie A si mostra in tutto il suo splendore, la Roma non lo riscatta e la Juventus ne approfitta. Il primo anno Szczesny ricopre il ruolo di secondo: con un Buffon ancora numero uno al mondo è difficile ritagliarsi spazi consistenti. Eppure il polacco scende in campo, spesso, e fa anche il suo esordio in Champions League in trasferta contro l’Olympiakos. Dopo l’ennesima delusione europea stagionale Gigi vola a Parigi e passa il testimone a Wojciech che lo afferra di buon grado. E fa anche un figurone. Nella stagione scorsa, 2018-2019, le sue prestazioni vanno sempre oltre la media, e le sue parate diventano fondamentali nell’economia degli obiettivi stagionali, specialmente quando la squadra inizia ad accusare cali fisiologici.

Quando Buffon decide di mettersi alle spalle l’esperienza al PSG, torna a Torino per chiudere la sua straordinaria carriera. La società però, fin da subito, mette in chiaro che il numero 1 sarebbe stato proprio Wojciech Szczesny. Nessun problema per Gigi che, a 41 anni suonati, insegue il record di presenze in Serie A e spera, in tandem con CR7, di mettere in bacheca la tanto agognata Champions League, un sogno che custodisce e condivide neanche tanto segretamente, con i tifosi bianconeri, all’asciutto di trofei internazionali da ormai più di 20 anni. Qualche problema però lo ha accusato il portierone polacco, l’attuale numero uno.

Szczesny, in queste prime cinque giornate di Campionato, non è sembrato quello delle due stagioni trascorse: scivoloni e svarioni hanno minato la sua fiducia mettendo a rischio, più di una volta, l’equilibrio della squadra. In Fiorentina-Juventus, ad esempio, rischia tantissimo su di un’azione in pressing di Chiesa. D onor di cronaca salva poi il risultato in quattro o cinque occasioni. Una certa insicurezza si segnala anche in Brescia-Juve, dove il gol di Donnarumma è gentilmente concessogli proprio dal portiere bianconero che non trattiene la palla e la accompagna in rete. Insomma, non quello che ci aveva fatto vedere nelle ultime due stagioni, come dicevamo.

Che sia la presenza di una leggenda come Gianluigi Buffon in panchina a minare la sua sicurezza? Con un numero 1 uno sulla schiena e un numero 1 in panchina non dev’essere facile caricarsi sulle spalle la squadra più importante d’Italia. Ma il tempo darà tutte le risposte: alla soglia dei 30 anni un campione deve esserlo anche nel caricarsi di responsabilità e pressioni, per trasformarle in motivazione e determinazione. Mal che vada c’è sempre Gigi Buffon.

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