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Sotto i riflettori di San Siro, la sfida scudetto fra Inter e Napoli termina sul punteggio di 2-2. La ventesima giornata di Serie A non riserva particolari soprese al gruppo di testa, considerando che il pareggio fra i nerazzurri e i partenopei fa seguito a quello rimediato dal Milan contro la Fiorentina. Gioisce solo la Roma, che accorcia le distanze, in attesa della Juventus che giocherà stasera.
Quando il direttore di gara Doveri stabilisce l'inizio dell'incontro, la formazione di Chivu sembra ancora in fase di rodaggio, tanto che gli uomini di Conte si fanno pericolosi in area di rigore nerazzurra. Eppure, ai padroni di casa basta una ripartenza e una stoccata di Dimarco, che al 9' angola bene un pallone servito da Thuram e decreta il vantaggio nerazzurro. Da quel momento, l'Inter diventa padrona del campo fino alla mezz'ora, quando McTominay, da rapace d'aria, si inserisce alle spalle di Akanji e insacca la sfera del pareggio. Un gol senza dubbio viziato da una marcatura sin troppo ottimistica della retroguardia nerazzurra.
Se nella prima frazione di gioco è stata l'Inter a creare diversi pericoli, primi 5' a parte, nella ripresa il Napoli di Conte sembra aver cambiato marcia: tanta progressione verso la porta, intensità e verticalizzazioni che mettono in crisi i padroni di casa. Poi al 7o' il fallo, il più classico degli step an foot di Rrahmani ai danni di Mkhitaryan che fa infuriare Conte, espulso per proteste. Calhanoglu trasforma, ma di nuovo McTominay si trova in area, troppo libero dalle marcature e pareggia. Poi l'Inter soffre, colpisce inaspettatamente un palo con Mkhitaryan, ma il big match finisce poco dopo.
Cristian Chivu può considerarsi più soddisfatto di Antonio Conte. Le motivazioni affondano in due motivi: il primo riguarda la classifica che vede l'Inter avanti di tre e quattro punti, rispettivamente dal Milan e dal Napoli; il secondo invece è "viziato" da una prestazione in campo che non ha convinto i sostenitori nerazzurri. Sicuramente la squadra è viva, si rende pericolosa anche nei momenti di difficoltà, ma spesso, troppe volte, si scioglie come neve al sole quando si tratta di effettuare una marcatura difensiva degna di nota. Il Napoli ha pareggiato meritatamente e forse avrebbe meritato anche un punteggio diverso, ma il dubbio che lo scozzese sia stato accompagnato troppo facilmente alla doppietta risuona sugli spalti di San Siro e tra le voci dei tifosi.
Nulla di grave: la corazzata dell'allenatore rumeno sta dimostrando tanti punti di forza, autenticità e un gruppo squadra che sembra essersi ritrovato dopo i mal di pancia del finale di stagione scorso. In tutto questo, non può mancare il supporto in campo e non solo di Lautaro Martinez. Il "Toro" è ufficialmente un attaccante che gioca in ogni angolo del campo. Corre. Attacca. Ripiega e recupera il pallone nella propria metà campo. Un vero leader di questa squadra. Una squadra che, tuttavia, necessita di confermare in ogni partita la sua identità. E se le operazioni difensive diventeranno più "consistenti", allora la strada sarà tutta in discesa.
Forse ad Antonio Conte ancora non va giù la decisione arbitrale in occasione del calcio di rigore in favore dell'Inter. Il fallo del centrale difensivo del Napoli era passato inosservato. Poi il VAR richiama richiama Doveri, che, dopo aver preso visione dell'entità del contatto, decide di assegnare il penalty all'Inter. La rabbia e "la frustrazione", come ha poi definito Stellini in conferenza stampa, indubbiamente restano e lasciano spazio al dibattito, ma la dinamica è chiaramente codificata dal regolamento, che punisce praticamente sempre questo tipo di contatto.
Rabbia per il rigore concesso a parte, il tecnico del Napoli si gode una prestazione altisonante dei suoi calciatori che, nonostante l'assenza causa infortunio di Anguissa, Neres, De Bruyne, Gilmour e Lukaku, hanno dimostrato di essere in piena lotta per il titolo in ogni momento della partita, figuriamoci della stagione. Quindi, di tempo per le sfide ad alta quota fra Inter, Milan e Napoli, senza dimenticare Roma e Juventus, ce n'è abbastanza. D'altronde, il girone di ritorno della Serie A è appena iniziato.
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