Mesto futuro dirigente: appagato dalla sua carriera, ancora legato a Reggio Calabria

Mesto futuro dirigente: appagato dalla sua carriera, ancora legato a Reggio Calabria

Giandomenico Mesto a 360 gradi

di Redazione DDD

Cresciuto nella ​Reggina​ di ​Mazzarri​, Giandomenico ​Mesto​ viene acquistato prima dall’​Udinese​,  dove gioca per una stagione, ed in seguito, nel 2008, dal ​Genoa​. Con la maglia ​rossoblù​ disputa  146 partite realizzando 9 goal e 11 assist, per poi passare al ​Napoli​, con cui ha vinto una ​Coppa  Italia​ e una ​Supercoppa Italiana​. Terminata la sua esperienza in Campania, il 31 dicembre 2015  firma per il ​Panathinaikos​, che lo legherà alla squadra greca fino al 2017, anno in cui annuncia  l’addio al calcio giocato. Football News ha ripercorso la sua carriera, dalla  cittadinanza onoraria di Reggio Calabria, passando per l’ovazione a Gian Piero ​Gasperini​, fino alle  emozioni vissute in ​Champions​ con la maglia del ​Napoli​.
Qual è stata l’esperienza più bella della sua carriera? ​“Credo che l’esperienza più bella sia stata  proprio l’intera carriera, è stato un lungo ed intenso viaggio in cui ho avuto l’occasione di  sperimentare qualsiasi tipo di emozione, è inevitabile che ne senta la mancanza”.
È partito dalla Reggina, la segue ancora? Crede che possa tornare già da quest’anno in Serie  B? ​“Sono legatissimo alla città di Reggio Calabria, per me è come se fosse una seconda famiglia, di tanto in tanto torno a trovare gli amici e la gente che mi ha cresciuto. La squadra non la  seguo più come un tempo, rispetto a quando giocavo io è cambiato tutto, dai dirigenti agli  addetti ai lavori. Spero comunque che la squadra possa tornare al più presto in Serie B e  magari, in futuro, anche in Serie A”.

Quanto è stato gratificante ricevere la cittadinanza onoraria a Reggio Calabria? ​“Ricevere  questo tipo di riconoscimento non è certo cosa da tutti i giorni, ma alla fine quello che mi  porterò sempre dentro è il motivo per cui la ricevemmo, nonchè per aver conquistato la salvezza  partendo da -11 punti”.
Dopo la Reggina è passato all’Udinese, come ha vissuto questa esperienza? ​“Passare  all’Udinese fu per me molto importante, è stato un trasferimento voluto fortemente. Dopo tanti  anni di Reggina avevo voglia di confrontarmi con una realtà nuova. Ad Udine ho trovato una  società molto organizzata, sono stato benissimo. Mi è dispiaciuto vestire questa maglia per una  sola stagione che, tra l’altro, fu anche ottima”.
Dopo Udine si è trasferito a Genoa, squadra con la quale ha disputato più partite nel corso  della sua carriera realizzando 9 goal. Quale ricorda con maggiore gioia? ​“Il primo goal con la  maglia del ​Genoa​, realizzato contro il ​Napoli​, e quello fatto contro la ​Juventus​ sono quelli a cui  sono più legato, sono stati due goal diversi ma entrambi belli davanti al nostro pubblico. Furono  due serate indimenticabili”.

Tutti i 9 goal sono stati realizzati sotto la guida di Gasperini. Come si trovava con il mister? Che  tipo di allenatore è? ​“Ho avuto la fortuna di essere allenato da grandi allenatori come Mazzarri,  Benitez e Pagliari alla Fermana, ma​ Gasperini è di certo quello che è riuscito a tirare fuori il  meglio di me​. Con lui segnavo, giocavo in difesa, da ala, a centrocampo, un po’ ovunque. Senza  offesa per gli altri ma è stato il più importante allenatore della mia carriera e per questo, come  anche verso gli mister, gliene sarò sempre grato”. Dove può arrivare con questa Atalanta? ​“L’ha già portata dove nessuno si sarebbe mai  immaginato, mi auguro che possa continuare su questa strada, riuscendo raccogliere nei  prossimi anni i frutti dello splendido lavoro che sta facendo ormai da tempo”. Oltre a Gasperini ha avuto diversi allenatori, fra cui anche Benitez, Stramaccioni, Malesani e  Mazzarri. Con quale si è trovato meglio? ​“Mazzarri è stato l’allenatore che per primo è riuscito a farmi esprimere a certi livelli, prima a Reggio e poi a Napoli, con lui ho condiviso momenti  incredibili. Con Benitez ho sentito tanta fiducia, mi ha insegnato tanto e con lui, prima che mi  facessi male, ho iniziato a giocare titolare in Champions League ed in campionato. Anche con  Malesani mi sono trovato bene, ricordo un periodo davvero bello in cui ci allenavamo con  impegno e serenità, purtroppo però poi non arrivarono i risultati. Stramaccioni mi ha permesso  di giocare all’estero, al Panathinaikos, un’esperienza che ho sempre sognato fare prima di  smettere, non ci sarei riuscito se non fosse stato per lui”.

Nelle ultime ore il Torino starebbe riflettendo su un possibile esonero di Mazzarri, crede che  sarebbe la scelta giusta? ​“Il valore di Mazzarri è indiscutibile. Alcune volte, quando i risultati  faticano ad arrivare, le società si trovano di fronte ad un bivio. O scelgono di continuare a  credere fortemente nell’allenatore e credo che in questo caso sia la cosa giusta da fare, oppure  decidono di dare una forte scossa all’ambiente esonerandolo, non sempre però quest’ultima  scelta paga. Staremo a vedere”.  Dopo Genoa è passato al Napoli dove ha giocato anche la Champions. Che emozione le ha  regalato giocare questa competizione al San Paolo? ​“Giocare la Champions è stata una delle  esperienze più belle della mia carriera, giocarla al San Paolo è stato unico. Ho esordito in casa  dell’Arsenal, è stata un’emozione unica, anche perchè, tra l’altro, ho sempre avuto un debole per  gli stadi ed il calcio inglese in generale. Giocare in Inghilterra è sempre stato uno dei miei sogni,  purtroppo non realizzato”.

Come si è trovato a Napoli? ​“Napoli è una città unica, è impossibile non rimanere legati ad un  posto del genere. Ho conservato delle belle amicizie. Il calcio viene vissuto in maniera viscerale.  Portarsi dietro un bagaglio culturale dopo tre anni di vita a Napoli è un qualcosa che ha  arricchito molto me e la mia famiglia”.  Come vede il campionato, il Genoa riuscirà a salvarsi? L’Udinese ha commesso la scelta giusta  esonerando Tudor? ​“Il Genoa e l’Udinese lotteranno per rimanere entrambe in Serie A, non sarà  facile ma alla fine hanno tutte le carte in regola per centrare l’obiettivo .Entrambe hanno  cercato di variare rotta con il cambio in panchina e, come dicevo prima, si tratta sempre di un  momento delicato, speriamo che possa portare risultati positivi”.  Il Napoli può lottare per lo scudetto? ​“Il Napoli sembra esser partito meno bene rispetto agli  altri anni, in cui comunque non è quasi mai riuscito ad intaccare la leadership della Juve. Credo  quindi che sia molto dura che ci riesca quest’anno. Spero faccia una grande Champions, in  modo da regalare tante gioie ai tifosi azzurri”.

Dopo l’esperienza in Serie A ha accettato l’offerta del Panathinaikos, come mai questa scelta?  “Dopo l’esperienza di Napoli ero svincolato, speravo di continuare in Serie A ma purtroppo non è  stato così. A dicembre arrivò la chiamata del Panathinaikos di mister Stramaccioni ed ho colto  al volo questa opportunità”.  Come si è trovato in Grecia? ​“La Grecia è stupenda, Atene è una città magnifica, io e la mia  famiglia ci siamo trovati benissimo, credo sia stato il posto più bello in cui abbia vissuto durante  la mia carriera”.  Ha qualche rimpianto? ​“Ho avuto una bellissima carriera, in cui mi sono tolto tante  soddisfazioni, col senno di poi però penso spesso che avrei potuto fare di più e godermi  maggiormente le cose. Capita che ci si renda conto di quanto si è fortunati solo quando le cose  vengono a mancare”.

La vedremo mai nelle vesti di allenatore? ​“Nella vita mai dire mai, onestamente non credo. Non  ho mai avuto la voglia di diventare allenatore e di conseguenza non sto studiando per questo.  Nel calcio mi vedrei meglio con un ruolo dirigenziale”.
Qual è la favorita per lo scudetto? ​“Senza dubbio la Juve. La qualità della sua rosa non ha  eguali in Italia. L’Inter al momento sembrerebbe essere quella che sta facendo le cose migliori  dopo i bianconeri ma, al momento, non mi sento di dire che riuscirà ad impensierirla per lo  scudetto. Spero comunque di sbagliarmi, così da poter vedere un campionato più avvincente”.

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