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INTERPRETAZIONI NON UNANIMI

Paparesta: “La partecipazione all’azione di Giroud non è stata valutata in modo accurato”

LATINA, ITALY - JUNE 11:  President of Bari Gianluca Paparesta shows his dejection after the Serie B playoff match between US Latina and AS Bari at Stadio Domenico Francioni on June 11, 2014 in Latina, Italy.  (Photo by Maurizio Lagana/Getty Images)

Chi può valutare davvero se l'attaccante condizione la giocata dell'avversario?

Redazione DDD

Riguardo ai due episodi controversi di Bergamo e San Siro, la redazione di DerbyDerbyDerby.it ha intervistato in esclusiva Gianluca Paparesta, ex direttore di gara. Qual è la sua chiave di lettura rispetto ai due episodi? “Bisogna capire quali sono state le ultime direttive che l’organo tecnico nazionale ha dato agli arbitri…”. Cioè? “E’ vero che, in entrambi i casi, la posizione di fuorigioco si evidenzia in maniera chiara. Il requisito, oltre che dubbio, resta tuttavia la partecipazione”.

Quale soluzione prospetta all’orizzonte? “Io direi di ridurre il più possibile il concetto di partecipazione…”. Ovvero? “Ovvero: o si torna indietro e si allarga il concetto di partecipazione relativo ai calciatori vicini al difendente, oppure – se si applica un metodo più restrittivo – si limita l’indice di punibilità. Ma la vera domanda è: c’è un parere unanime all’interno dell’Aia in capitolo?”. Come giudica l’episodio controverso in Milan-Napoli? “Io credo che nessuno – né arbitro di campo, né Var – possano valutare accuratamente se Giroud possa condizionare la giocata o meno…”.

E quello di Atalanta-Roma? Gasperini è stato letteralmente furioso… “Non so se la narrazione di Gasperini corrisponda precisamente alla realtà…”. Per quali ragioni? “Perché la partecipazione, anche in questo caso, è nuovamente minima e le foto lo dimostrano. Arbitro e Var non sembra siano stati ingannati dalle immagini”.

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