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MILAN-VERONA 3-2

Pazzo Milan: va sotto di due reti, recupera e vince nel finale

MILAN, ITALY - OCTOBER 16: Davide Calabria, Rafael Leao, Fikayo Tomori, Zlatan Ibrahimovic (obscured), Olivier Giroud and Sandro Tonali of AC Milan celebrate with fans after their sides victory in the Serie A match between AC Milan and Hellas Verona FC at Stadio Giuseppe Meazza on October 16, 2021 in Milan, Italy. (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

Nonostante le tantissime assenze i rossoneri di Pioli battono 3 a 2 in rimonta gli scaligeri. Male arbitro e VAR, ma la vittoria è meritata

Redazione Derby Derby Derby

di Valentino Cesarini -

Senza otto giocatori, con solo due portieri in lista, il Milan batte in rimonta a San Siro il Verona 3 a 2 al termine di una gara al cardiopalma. Una gara dai due volti. Primo tempo da 5 pagella, seconda frazione da 9.

 (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

Al 24’ della prima frazione il tabellone di San Siro diceva “Milan-Verona 0-2” a causa del gol di Caprari dopo sette minuti e del rigore trasformato da Barak. Un Milan che nella prima frazione aveva fatto vedere poche cose buone, mentre il Verona sembrava poter davvero riportare la prima storica vittoria a Milano in A. Un risultato cosi negativo all’intervallo a San Siro non si verificava dall’ultima gara prima dello stop per Covid: 8 marzo 2020 contro il Genoa, mentre due reti a San Siro nei primi 45’ il Milan non le subiva dall’8 novembre 2020 proprio contro il Verona.

 (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

Ma negli spogliatoi, Pioli sicuramente ha saputo toccare le corde giuste ai propri ragazzi nonostante l’ennesimo infortunio: fuori Rebic (al suo posto Leao) per una distorsione alla caviglia sinistra e Champions a rischio per il croato. Nella ripresa si è visto l’ingresso di Castillejo e Krunic che hanno preso il posto di Maldini e Saelemaekers e la musica è cambiata, grazie a più vivacità e alla “cattiveria” agonistica che era mancata nei primi 45’.

 (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

Olivier Giroud, bocciato nei primi 45’, ha riaperto il match con un preciso colpo di testa al minuto 59’ su assist splendido di Leao. San Siro è una bolgia, Pioli fa alzare Ibra dalla panchina e il boato dello stadio è da brividi. Al 76’ Faraoni causa un rigore che Kessié non sbaglia e pareggia il conto. Non passano nemmeno due minuti e Gunter devia nella propria porta in maniera goffa e clamorosa un cross basso di Castillejo. Una vittoria fondamentale per il morale e per la classifica, considerando che è la prima volta (da quando esistono i tre punti) che il Milan non aveva 22 punti dopo otto gare.

Per il Verona un San Siro da incubo: trentesima gara in Serie A senza vittorie, ma se si allarga il discorso anche alle altre competizioni sempre a Milano, il Verona in 38 gare ha vinto solamente una volta nel lontanissimo marzo 1922. E quello di stasera è stato il primo 3-2 fra le due squadre (sia a Milano che a Verona) fra le due squadre in ben 75 incontri.

 (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

Capitolo arbitro e VAR. Non mi piace parlare degli errori arbitrali, ma questa sera la prova del Signor Alessandro Prontera, 35 anni della sezione di Bologna (ma nativo a Tricase, Puglia) e della sua squadra davanti ai monitor non è stata positiva. Tanti episodi dubbi, due rigori assegnati e uno che manca ai rossoneri. Partiamo dal rigore assegnato al Verona. Contatto Kalinic - Romagnoli. In diretta sembra giusta la decisione di Prontera, ma rivendendolo in tv, ci si accorge che è Kalinic a fare fallo su Romagnoli. Prontera non va al VAR ma parla solamente con i suoi colleghi, che probabilmente non vedono le immagini e confermano un rigore praticamente inesistente. Nella ripresa (dopo appena 5’) manca un calcio di rigore al Milan per un tocco in area di Casale con il braccio abbastanza largo, ma questa volta il fischietto bolognese non indica il dischetto. Giusto invece il rigore assegnato al Milan al minuto 74’ quando Faraoni stende in area Castillejo. Qualche secondo di troppo per confermare la decisione dopo il colloquio con il VAR, ma penalty indiscutibile. Una prova da dimenticare per Prontera e la sua squadra…

 

 

 

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