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Roma-Juventus, rivalità scritta tra gol e… fotogrammi: le 3 immagini iconiche

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Ultima chiamata per i bianconeri che all’Olimpico si giocano l’ultimo obiettivo stagionale rimasto: la qualificazione alla prossima Champions. I giallorossi con una vittoria possono scavare un solco sul quinto posto.
Mattia Celio
Mattia Celio Redattore 

Mettere un altro mattone nella corsa alla Champions League, rilanciare la candidatura all'Europa che conta. E' la posta in palio del posticipo di domani sera Roma-Juventus. La squadra di Gian Piero Gasperini, reduce dal 3-0 alla Cremonese, cerca altri 3 punti, e la prima vittoria stagionale contro una big, per consolidare il quarto posto. I ragazzi di Luciano Spalletti, invece, sono chiamati ad uscire da un momento difficile che dura ormai da un mese, culminato nella dolorosa eliminazione dalla Champions mercoledì contro il Galatasaray. Fischio di inizio alle 20:45.

Juventus Roma

Roma-Juventus, dati e statistiche

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Sono 183 gli incroci complessivi tra Roma-Juventus con un netto dominio dei bianconeri: 87 vittorie contro le 42 dei giallorossi. Tuttavia, nelle sfide all'Olimpico l’equilibrio è maggiore, con i giallorossi leggermente avanti con 33 vittorie, 27 invece i successi dei torinesi. L'ultima vittoria dei bianconeri risale al 9 gennaio 2022, quel rocambolesco 4-3 nel quale la Roma di Mourinho conduceva 3-1 fino al 70', poi le reti di Locatelli, Kulusevski e De Sciglio rovesciarono la sfida. La Lupa si è presa la rivincita nella stagione successiva, 1-0 il 5 marzo 2023, poi due pareggi consecutivi.

Roma-Juventus, tre immagini iconiche della storica rivalità

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183 incontri totali per descrivere una rivalità che va avanti dal lontano 1927, anno del primo storico incontro tra Roma e Juventus. Non sarà certamente una rivalità accesa come il Derby della Capitale o il Derby d'Italia, ma i fatti parlano chiarissimo: giallorossi e bianconeri hanno scritto importanti pagine nella storia della Serie A. Tra gol storici e partite entrate nella storia, ecco le tre immagini iconiche di questa faida.

1. L'iconico sfottò di Francesco Totti

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L'iconico gesto con le 4 dita di Francesco Totti (Fonte Wikipedia)

Quando si parla di Roma-Juventus non si può certo dimenticare il momento iconico più vicino ai nostri giorni. E allora torniamo indietro di 22 anni, ovvero al 4 febbraio 2004. La Roma di Fabio Capello e la Juventus di Marcello Lippi si giocavano una fetta importante di campionato. La vincitrice si sarebbe guadagnata il titolo di "anti-Milan". In uno Stadio Olimpico sold-out, tra cori e petardi, il "botto" più forte lo accende il capitano giallorosso, Francesco Totti.

Una partita dominata dalla Roma: Dacourt nel primo tempo, poi il numero 10 e doppietta di Cassano. Giallorossi in paradiso. Sul 3-0, inoltre, Pelizzoli para anche un rigore a Trezeguet. Quello del capitano della Roma fu un gesto che è rimasto nella storia. Totti dopo l’espulsione di Montero, si rivolse a Tudor dicendogli di non parlare e ricordando il punteggio: "Zitti, quattro pappine e a casa". Un gesto "silenzioso" ma dal rumore molto forte.

2. "La prima volta non si scorda mai"... per i numeri 10

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Sia Roma che Juventus hanno avuto l'onore di avere tra le proprie fila giocatori che hanno lasciato tracce indimenticabili. Quando si parla di questi campioni non si può non iniziare con i due capitani, i numeri 10 e le leggende iconiche di giallorossi e bianconeri: Francesco Totti e Alessandro Del Piero. Due pezzi di un calcio e bandiere ormai difficili da rivedere.

In una fredda serata del 2 dicembre 2002, valevole per la dodicesima giornata di campionato, all'Olimpico le due formazioni regalano grande spettacolo. Sia Totti che Del Piero vanno a segno in quell’occasione, celebrando entrambi una loro prima volta. Il Pupone fa il suo primo gol alla Juventus, mentre Pinturicchio realizza la sua prima rete in casa dei giallorossi. Alla fine, la gara si chiude con la rimonta della Vecchia Signora che fissa il punteggio sul 2-2.

3. La magia di Zlatan Ibrahimovic

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Tacco, scatto e stoccata. Tre "semplici" mosse che solo pochi giocatori sanno fanno. Uno di questi è senza dubbio Zlatan Ibrahimovic. La sera del 19 novembre 2005, lo stadio Olimpico si stropicciò gli occhi davanti a quel 24enne svedese che nel giro di poco tempo avrebbe dominato la scena calcistica europea per tanti, tantissimi anni. In un Olimpico che accoglie il grande ex Fabio Capello tra applausi e fischi, molti fischi, c'è tutto per una partita da gustare.

Dopo l'iniziale vantaggio bianconero grazie ad un colpo di testa di Pavel Nedved, nella ripresa lo svedese si prende la scena con una magia. Emerson spara in avanti con l’esterno, Ibrahimovic apre il destro, accarezza la sfera con il tacco al volo, brucia Kuffour nella corsa, si presenta al cospetto di Doni e con la punta non perdona. Raddoppio e gara virtualmente chiusa. La partita, alla fine, termina 4-1 per i torinesi.