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APPLAUSI A TUDOR E ANDREAZZOLI

Sandro Pochesci: “Brave Sassuolo, Empoli e Verona – Allegri? Non sa più gestire…”

TURIN, ITALY - MAY 19: Head coach Massimiliano Allegri of Juventus looks on during the Serie A match between Juventus and Atalanta BC on May 19, 2019 in Turin, Italy. (Photo by Tullio M. Puglia/Getty Images)

In difesa della Serie C: "Devono pagare tasse diverse dai club di A"

Redazione DDD

Riguardo all’attualità calcistica nostrana, la redazione di DerbyDerbyDerby.it ha intervistato in esclusiva Sandro Pochesci, allenatore. Cominciamo dal fatto della settimana: l’ha stupita la “gaffe” dell’Uefa sui sorteggi? “Per me vale la legge del più forte, in tutti gli ambiti…”. Ossia? “E’ una svista davvero grave, frutto di incompetenza e mala-organizzazione. Ma ci sono troppi interessi dietro: le regole e i percorsi logici vengono seguiti a piacimento dei più forti”. Si aspetta possano riaccadere fatti simili in futuro? “Non mi sorprenderebbe. E soprattutto non mi stupirei se chi sbaglia non paga mai. Il sistema calcio è diventato così. Dobbiamo farcene una ragione”.

 Sandro Pochesci (Photo by Emilio Andreoli/Getty Images)

Come valuta il livello generale della Serie A? “Io vedo molto più equilibrio per via di squadre come Empoli, Sassuolo e Verona…”. Si riferisce alla tendenza, sempre più diffusa, da parte loro nel fare gli sgambetti alle grandi? “Per me non esiste il concetto di grande. Esistono partite di calcio dove chi è più organizzato vince. In Italia si tendono a dare i risultati troppo per scontati. L’Empoli dell’ottimo Andreazzoli, dopo la Juve, ha battuto per esempio il Napoli. E Tudor, molto sottovalutato in generale, è riuscito a ribaltare le sorti della stagione del Verona”. A proposito di Tudor: come giudica il declino della Juve? “Non me lo aspettavo. Allegri mi sembra troppo remissivo: sembra un professore a scuola con degli alunni che fanno cosa vogliono. Ha inoltre una gravissima responsabilità…”. Quale? “Dall’esterno mi sembra che, in questi anni in cui è stato fermo, abbia perso la capacità di gestire i grandi calciatori. Non riesce a venirne a capo”.

Conosce a perfezione il campionato di Lega Pro: qual è la sua chiave di lettura riguardo al suo livello generale? “Serve una riforma strutturale ben articolata”. Togliendo squadre? “Assolutamente no. So che qualcuno lo vorrebbe, così prevale la legge del più forte di cui parlavamo prima. Serve solo cambiare una regola fondamentale, a cui dovrebbe pensare lo Stato…”. Quale? “Serve mettere i giovani al centro dei progetti e soprattutto bisogna stanziare fondi per aiutare le squadre di Lega Pro. In tutti gli altri paesi, tra cui Inghilterra e Spagna, questo avviene. Come mai in Italia no? E poi bisogna intervenire su un altro aspetto…”. Ossia? “E’ assurdo che i club di Serie C paghino le stesse tasse dei club di Serie A. Invito chi governa il calcio italiano a farsi un giro per le varie realtà del nostro paese. In Lega Pro le società vivono dei propri ricavi e si sostentano così. Lo Stato dovrebbe contribuire: il calcio è la terza industria del paese anche grazie a tutto questo tessuto che è al di sotto”.

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