Theo Hernandez: “Nel derby dobbiamo correre e lottare e io non devo far passare Hakimi…”

Mancano 8 giorni, ma Theo Hernandez è già in modalità derby…

di Redazione DDD

“Milan corri con me” con queste parole il Corriere della Sera presenta l’intervista esclusiva fatta ad un Theo Hernandez scalpitante in vista del derby: “Rispetto a un anno fa ci sentiamo molto più forti, siamo più forti. Tutto è cambiato. Siamo tranquilli, molto, anche se sappiamo bene che non è una partita qualunque. È il derby. Ma dobbiamo giocare come abbiamo fatto finora. Correndo, lottando. E facendo il massimo per vincerlo. Ora abbiamo una squadra molto buona, c’è un gruppo vero. E la tifoseria è con noi”. commenta il terzino francese. Sul duello con Hakimi: “Gran giocatore. Ma non lo farò passare”.

Theo Hernandez

Gli altri temi: “Ibrahimovic è fondamentale. Da quando è arrivato, è cambiato tutto. Ci aiuta, ci parla, ci sostiene, uno per uno. Un leader. Abbiamo lavorato tanto durante la quarantena, non è un caso che non abbiamo mai perso. Ma la strada è lunga. La mia crescita? Sono qui da un anno, calcisticamente il più bello della mia vita. Vivo un sogno. Dopo le difficoltà degli ultimi due anni non mi aspettavo una crescita così rapida, ma so che giocatore sono, so le mie qualità. Quando sono arrivato l’ho detto: voglio diventare il miglior difensore laterale. Al Mondo? Ce ne sono molti e forti in quel ruolo, ma dopo un anno così ho capito che posso riuscirci. Devo però continuare a lavorare. Lo devo a Maldini che mi ha voluto, ai miei compagni che mi aiutano e al mio allenatore che mi sta facendo crescere. Da ragazzino ho fatto qualche stupidaggine, ma in realtà mi considero tranquillo e allegro. Maldini per me è stato fondamentale, quando mi ha chiamato non ho avuto dubbi. Il Milan è il Milan. E poi c’era lui, un campione assoluto. I suoi consigli sono preziosissimi. Cosa devo migliorare? Fase difensiva a concentrazione».

Su Pioli: “Da quando è arrivato, le cose sono state chiare. Ci ha detto cosa fare e come farlo. È arrivato in un momento molto difficile, non vincevamo e la tifoseria non era contenta. Siamo cresciuti moltissimo. La squadra, ma anche io personalmente. È eccezionale. Quando è uscita la notizia che poteva andarsene, non ho capito perché: stava facendo benissimo. Ma per fortuna è rimasto. E ora siamo lassù. La mancata convocazione della Francia? A volte gli allenatori hanno le loro idee e i loro giocatori, però onestamente mi sembrava che dopo un anno così… Comunque continuerò a lottare perché mi chiami. Il mio obiettivo è l’Europeo. Ho un anno per riuscirci. Sarei il ragazzo più felice del mondo a giocare in Nazionale. Giocare con mio fratello Lucas sarebbe un sogno. Spero succeda. È un fratello, ma è anche il mio migliore amico, è tutto. Come mia mamma. Sono le due persone più importanti della mia vita. Ci ha aiutato da sola, ci ha cresciuto da sola. Senza di lei, io e Lucas non saremmo dove siamo ora”.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy